Caso positivo all’Henraux, tampone a tutti i dipendenti

Un centinaio tra operai e impiegati hanno dovuto sottoporsi al test per precauzione: sono risultati tutti negativi

SERAVEZZA. Non è rimasta immune al virus che sta mettendo in ginocchio il mondo intero, e l'Italia, neppure l’Henraux Spa, l’azienda del settore lapideo più importante della Versilia dove lavorano oltre cento dipendenti. Dopo che è stato rilevato un caso di positività, l’azienda ha fatto partire una rapida procedura che sta coinvolgendo quasi tutti gli operai ai quali l'Azienda sanitaria locale sta effettuando il tampone. Almeno per adesso tutti coloro che si sono sottoposti al test sono risultati negativi.

L’allerta è scattata dopo che in seguito a un accertamento effettuato presso Villa Pergher - l’ambulatorio allestito dalla Usl Toscana Nord Ovest per tutta la Versilia dove senza scendere dall'auto si viene per l’appunto sottoposti a un tampone - è risultato il caso positivo. La risposta all’esame svolto lunedì è arrivata mercoledì, da quel momento - come confermato da fonti sanitarie - l’azienda di Seravezza ha subito attivato una procedura interna aggiuntiva a quella prevista dalla Usl che aveva ordinato il test soltanto a chi nelle 48 ore precedenti era entrato in contatto con la persona risultata positiva. Secondo l’azienda sanitaria locale le persone che avrebbero dovuto effettuare il test dovevano essere una ventina. Henraux ha invece fatto eseguire il tampone a circa un centinaio fra impiegati e operai.


In totale sono 130 i dipendenti della società di marmo, fra i laboratori in via Deposito a Querceta e le cave sul monte Altissimo, per i quali è stata avviata la procedura per il tampone.

I test sono tuttora in corso e al momento - lo ripetiamo - nessun'altra persona è risultata contagiata.

Insomma, così facendo Henraux è stata esemplare: ha dimostrato una risposta pronta e attenta tutelando le risorse umane, mettendo in atto un’azione che non le era dovuta. Con così tante decine di collaboratori, se fosse scaturito un focolaio interno all'azienda sarebbero state tante le famiglie coinvolte, oltre al fatto che la ditta avrebbe rischiato la chiusura temporanea dei suoi reparti di lavorazione e commercio di marmo. Cosa che invece con tutta probabilità non avverrà.

Va detto che il comportamento di Henraux è in linea con quello di altre aziende versiliesi - da quelle grandi della nautica a piccole realtà commerciali - che si sono preoccupate di svolgere tutte le procedure in tempi e modi perfino più rigidi di quelli previsti dai protocolli Asl per verificare le condizioni di tutti coloro che vi lavorano. —


 

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