Già arrivati 7.000 vaccini antinfluenzali. I medici di famiglia: «Non sono per tutti»

Iniziata la campagna: «Le persone più a rischio e i bambini hanno la priorità e saranno coperti, per gli altri non c’è garanzia»

VIAREGGIO. I vaccini contro l’influenza sono arrivati in Versilia: sono circa 7.000 le prime dosi messe a disposizione di medici e pediatri di famiglia tramite le farmacie. Ogni professionista ha ottenuto una partita iniziale di 60 dosi, “ricaricabili” nel giro di pochi giorni. In tutto, secondo le stime dell’Asl, ne arriveranno 45.000 negli ambulatori versiliesi.

«Al momento – spiega Alessandro Squillace, medico di famiglia a Camaiore e coordinatore dei colleghi versiliesi – tutto fa pensare che la campagna di vaccinazione possa partire nei tempi e nelle modalità giuste. Ci stiamo attrezzando per l’enorme richiesta che arriverà dai pazienti: l’Asl ha dato anche la disponibilità di un infermiere da affiancare ai medici negli studi con più colleghi». Dagli ambulatori si invita «a non affollare immediatamente i nostri studi, altrimenti si rischia di ingolfare l’attività», spiega Squillace. Lo stesso appello lo fa Marco Cupisti, medico viareggino, che annota: «L’anno scorso ero io che dovevo sollecitare la vaccinazione antinfluenzale, quest’anno è l’opposto: è evidente che c’è un effetto Covid».


L’effetto, però, rischia di portare a un eccesso di domanda rispetto all’offerta. La fornitura dei vaccini è stata aumentata del 40%, ma potrebbe non bastare per soddisfare tutte le richieste. Incoraggiate, tra l’altro, dalle istituzioni sanitarie proprio in funzione anti-Covid: più ci si protegge dall’influenza, più si eviterà di confonderla con il coronavirus. Da parte dei medici di base si assicura che «le persone a rischio, che sono l’obiettivo della campagna di vaccinazione, saranno coperte». Cupisti ribadisce: «L’anziano, il malato oncologico e quello con patologie croniche avranno il vaccino». Anche i bambini, assicura il pediatra massarosese Stefano Castelli che è referente della Fimp, «saranno tutelati: io stesso me ne sto già occupando». Altre categorie individuate come prioritarie sono: donne in gravidanza, lavoratori della sanità (in Versilia ce ne sono poco meno di 2.000), donatori di sangue, persone che svolgono lavori di interesse o servizio pubblico come le forze dell’ordine, i volontari delle associazioni, il personale scolastico.

E tutti gli altri? Come minimo dovranno aspettare. Ma c’è la possibilità che alla fine non riescano a vaccinarsi, se tutte queste categorie di persone si muoveranno per sottoporsi alla prevenzione. Non solo: il dottor Squillace precisa che «è vero che la vaccinazione antinfluenzale è consigliata anche a partire dai 60 anni, ma le linee guida ci impongono di dare la priorità ai pazienti dai 65 anni in su. La soglia è questa. Perciò chi ha dai 60 ai 65 anni sarà vaccinato se ci saranno ancora le disponibilità». L’alternativa è rivolgersi direttamente alle farmacie, per verificare se ci siano dosi da poter comprare: il prezzo, tra l’altro, non è proibitivo, al massimo 15 euro. «Ma la sanità pubblica – rammentano i medici – ha quasi monopolizzato la produzione delle case farmaceutiche: sarà difficile rastrellare il poco che è rimasto fuori». —
 

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