L’annuncio choc: «L’Eden non riaprirà». Larini e soci gettano la spugna e lasciano

La decisione presa dopo che la Soprintendenza ha bocciato il progetto per la trasformazione del cinema in una multisala

VIAREGGIO. Il dado, adesso, è tratto. Il cinema Eden non riaprirà. La decisione, sofferta e meditata, la annuncia Fabrizio Larini che – in qualità di socio della Pai Mei – gestisce da alcuni anni l’elegante struttura della Passeggiata. Dopo la bocciatura da parte della Soprintendenza del progetto con cui voleva trasformare il teatro in una multisala, la società ha deciso di gettare la spugna. E di inviare una disdetta del contratto d’affitto alla famiglia Bertuccelli che dell’immobile è proprietaria. E così, dopo la chiusura imposta dall’emergenza Covid, per l’Eden è arrivata l’ora dei titoli di coda. Dopo la chiusura dell’Eolo e la trasformazione in un grande magazzino (Tezenis), dopo la fine del Politeama (che sta andando in malora in attesa di capire quale potrà essere il suo futuro), la Passeggiata a mare - un tempo croisette del cinema italiano grazie anche a festival come Europacinema nel frattempo emigrato a Lucca - perde un altro importante pezzo del suo glorioso passato. «Purtroppo l’Eden come - spiega Larini, che in città gestisce anche il Centrale e il Goldoni - è una struttura superata. Noi avevamo presentato un progetto per rilanciarla realizzandovi cinque sale e trasformandola in un impianto moderno e funzionale, ma ci è stato bocciato il progetto. Così come in precedenza ci è stato bocciato il progetto per una multisala alla Cittadella del Carnevale».

Il cinema teatro Politeama, chiuso nell'autunno 2018 e mai riaperto


Per l’Eden è dunque arrivata l’ora dei titoli di coda. «Abbiamo mandato la disdetta alla proprietà e con il 31 ottobre lasceremo il cinema. Mi piange il cuore, però, a pensare che Viareggio era la prima piazza cinematografica in Toscana in rapporto al numero di abitanti e la terza in termini assoluti di biglietti dopo Firenze e Prato. Prima l’Eolo, poi il Politeama, adesso l’Eden: è davvero un peccato pensare come si spengano le luci su una delle attività che era un vanto di questa città. E non si fa niente per impedire che questo accada. In altri comuni come ad esempio Grosseto ci hanno aiutato nella realizzazione di nuove sale facendoci aprire in quattro e quattr’otto. Ma non perché ci facevano un favore, ma perché ci sono leggi che aiutano il cinema. Questo, purtroppo, a Viareggio non accade più. E Viareggio non è più una città a vocazione cinematografica come è sempre stata. Un tempo gli spettatori arrivavano da Massa o da Lucca per venire al cinema. Adesso succede il contrario».



Larini - che è anche presidente dell’Anec, l’associazione nazionale esercenti cinema - cita anche l’esperienza del Centrale, chiuso dopo la guerra fra la precedente gestione e la parrocchia di Sant’Andrea e riaperto proprio da Pai Mei. «Abbiamo riaperto il Centrale - spiega - non certo per farci utili ma perché c’era una parte di città e di pubblico che si era pure costituito in un comitato che chiedeva a gran voce la sua riapertura mantenendo un indirizzo non prettamente commerciale ma d’essai. Centrale, Goldoni e una multisala avrebbero creato quel circuito di cinema e cultura che Viareggio non avrà più». —


 

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