La ricetta del dottor Tomasi: vaccino antinfluenzale ai bambini

Il medico, responsabile dell’Igiene pubblica dell’azienda sanitaria Asl, è sicuro: «Più si è protetti e meglio si può combattere il rischio del coronavirus»

VIAREGGIO. L’indicazione è chiara: la vaccinazione antinfluenzale dovrà riguardare non solo gli anziani e le persone più a rischio di complicazioni, ma anche chi va a scuola. In particolare i bambini e in special modo quelli che vanno alle materne. Il dottor Alberto Tomasi, responsabile dell’Igiene pubblica dell’Asl Nordovest, ha già dato la linea ai pediatri e lo ribadisce al Tirreno: una parte dei 45.000 vaccini contro l’influenza che arriveranno in Versilia dovranno essere destinati ad alunni e studenti. «Perché è dimostrato scientificamente – spiega – che più si è protetti e meglio si combattono i virus. Anche quelli per cui oggi non ci sono protezioni specifiche, come il nuovo coronavirus».

Tomasi ha letto, come molti addetti ai lavori, l’ultima intervista al Corriere della Sera di Alberto Mantovani, direttore scientifico della clinica milanese Humanitas. La tesi di Mantovani è netta: i vaccini ci difendono da tutti i possibili nemici del nostro sistema immunitario, anche quelli che non hanno un vaccino specifico come il Covid.


«È una linea che è anche la mia, da sempre – dice Tomasi – un sistema immunitario allenato, che viene stimolato dalla vaccinazione, è come un corpo che fa una buona attività fisica e grazie ad essa affronta meglio le difficoltà. Questo tipo di protezione è valida contro tutti i tipi di aggressione al nostro corpo, anche quelle portate da virus sconosciuti. I bambini, non a caso, sono sottoposti a una serie di vaccinazioni nei primi anni di vita che li rendono molto resistenti a questi nemici invisibili. Con il Covid sta succedendo lo stesso: i bambini mostrano maggiori difese contro il nuovo virus e quando ne vengono colpiti avviene in forma lieve. Ci sono evidenze scientifiche di quanto stiamo dicendo».

Ecco perché, secondo Tomasi, la vaccinazione antinfluenzale è consigliata anche a giovani e giovanissimi. Sempre dietro supporto del pediatra. «In Giappone lo hanno già fatto – prosegue il responsabile dell’Igiene pubblica – quando si sono accorti che molti anziani avevano gravi malattie polmonari trasmesse con contagio da figli e nipoti, che invece stavano bene ed erano portatori, hanno cominciato a vaccinare questi ultimi. L’antinfluenzale, lo dico per chi continua ad avere dubbi, non elimina del tutto la possibilità di avere tosse, raffreddore, problemi gastrointestinali e magari pure qualche linea di febbre: ma impedisce che l’influenza colpisca nella sua forma più grave e che porti complicazioni serie come polmoniti, infarti, al limite otiti che sono tra l’altro insidiose. Chi si sottopone al vaccino può consumare qualche fazzoletto, qualche aranciata in più, e poco altro. E inoltre non è portatore del virus, quindi non infetta gli altri». Logico che bisognerà vedere quante dosi serviranno in caso di boom di richieste: «Ma se ne serviranno più di 45.000 in Versilia ne arriveranno altre», dice Tomasi.