Un giovane al Seven Apples: «Per una serata a ballare rischio di fare l'agosto in casa»

«Nessuno faccia l’errore di far finta di niente, di far finta di non essere stato in quella discoteca»

MARINA DI PIETRASANTA. «Ballavamo tutti uno vicino all’altro, senza mascherina. L’ho fatto anche io. Sono stato irresponsabile. Ora me ne rendo conto e lo dico. Ho sbagliato. Ma che nessuno faccia l’errore di far finta di niente, di far finta di non essere stato in quella discoteca o che in quella discoteca non sia effettivamente entrata una ragazza positiva. Perché è così che un caso diventano mille».

Joshua Michael Devine, studente pisano di 22 anni, sabato sera (8 agosto) era al Seven Apples con un gruppo di amici. Lì ha incontrato la giovanissima risultata poi positiva al coronavirus. Hanno trascorso gran parte della serata insieme e nessuno sapeva che lei era stata contagiata dal covid. Nemmeno lei. Il giorno dopo, è stata la ragazza a chiamarlo per avvisarlo del risultato del tampone che aveva fatto al ritorno dalla Grecia. Non aveva sintomi ma aveva deciso di farlo lo stesso per precauzione. Si aspettava un esito completamente diverso.

«Quando me lo ha detto, non ho esitato un secondo a mettermi da solo in quarantena. Ho contattato l’Asl e domani (oggi, ndr ) farò il tampone. Se dovrò restare in casa, ci starò, anche se è agosto», racconta Joshua che ieri ha pubblicato alcune storie sul suo profilo Instagram, diventate subito popolari. In un primo momento, infatti, le voci di un caso positivo al Seven erano state smentite da più parti. Ed è stato lui, con il suo profilo social, a tenere i riflettori accesi sul caso fino alla conferma dell’Asl, a invitare quindi alla prudenza. «I ritardi nelle comunicazioni possono aver provocato danni sanitari notevoli – commenta il 22enne –.

Basti pensare che i giovani che sabato sono stati al Seven, poi il giorno dopo possono essere stati in un altro locale. E se sono stati contagiati, quante altre persone possono aver contagiato? Ognuno di loro ha sicuramente nonni a casa che può aver contagiato. E loro sono soggetti deboli. Non bisogna prenderla alla leggera». Joshua ha ricevuto il certificato di quarantena obbligatoria dall’Asl ieri, due giorno dopo essere entrato in contatto con la ragazza. E subito oggi verrà sottoposto al tampone. Dice di non avercela con la giovane pisana.

«Lei – spiega – è stata fin troppo responsabile. Si è sottoposto al test di sua spontanea volontà, pagando, per precauzione. Ma non era obbligatorio e non aveva alcun sintomo che facesse pensare a un contagio». La rabbia, dice, è rivolta contro chi ha negato e nega ancora, contro chi finge che nulla sia successo sabato sera a Marina. «Sono stato anche minacciato di querela per procurato allarme – spiega il ragazzo –, quando in realtà stavo semplicemente raccontando le cose come stavano andando. Almeno ora si renderanno conto di aver avuto torto». —

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