Precipita e muore durante l’escursione: il gran caldo tra le possibili cause della tragedia

Stazzema: la vittima è una donna di 64 anni. Ex dipendente Inail, stava salendo la cresta del monte Fiocca con 2 amici

STAZZEMA. Dove Annamaria Mose è caduta nel vuoto, sulla cresta del monte Fiocca – ieri in tarda mattinata – c’è uno strapiombo da capogiro. Lì vai se sei esperto, è un sentiero per escursionismo avanzato. Eppure Annamaria, 64 anni, residente a La Spezia, ed ex dipendente Inail in pensione da poco, la montagna la conosceva bene: era membro Ase (Accompagnatori sezionali di escursionismo) della sezione Cai di La Spezia. Nonostante questo è scivolata ed è volata nel dirupo.

Non rimane altro che parlare di fatalità: la causa è stata forse un piede messo male (e in quel punto è cruciale) o il caldo torrido che le ha fatto perdere la concentrazione. Annamaria è saltata giù per 200 metri (potrebbe aver anche sbattuto prima in una gobba di roccia) ed è stata ritrovata in un canalone dagli uomini del Soccorso alpino delle sezioni di Querceta e Lucca. È stato il medico, calato con il verricello dall’elicottero Pegaso, a constatare la sua morte.


L’incidente è avvenuto intorno alle 11. La vittima era partita con altri due amici per arrivare in cima alla vetta del monte Fiocca. Si era incamminata dalla frazione di Arni salendo dal Passo Sella. I tre avevano quindi già percorso circa un’ora o un’ora e mezzo. Il monte Fiocca è una montagna delle Alpi Apuane con la cima rocciosa (1711 metri di altezza sul livello del mare) e prati più a valle: la vetta si trova nel Comune di Vagli di Sotto, le pendici meridionali in quello di Stazzema. Si può raggiungere la cima anche passando dal Fato Nero, è più semplice, ma il sentiero che aveva scelto Annamaria era quello più difficile e più panoramico.

Nel punto dove è caduta, la cresta è molto esposta allo strapiombo, da lì si gode di una vista straordinaria. Sotto ci sono dei canaloni impervi dove arrivano soltanto le capre e i caprioli. Infatti, per raggiungere il corpo della donna i soccorritori hanno dovuto alzarsi in volo con il Pegaso e poi farsi calare con il verricello. Una volta scattato l’allarme hanno atteso l’elisoccorso a Passo Sella (dove si arriva anche con il fuoristrada). L’operazione di recupero della salma, prima bloccata sulla barella e poi portata a bordo legata in corda, è durata un’ora.

Secondo gli esperti del Soccorso alpino fra le cause potrebbe esserci anche un calo di concentrazione dovuto al forte caldo di questi giorni. E in quella zona – il sentiero affrontato è tutto sotto il sole – e a quell’altezza è devastante.

«Raccomandiamo di astenersi – dicono – dall’affrontare salite del genere in giornate torride come queste, specialmente sui versanti esposti al sole e privi di fonti di approvvigionamento di acqua. I pericoli dovuti al caldo, quali i colpi di calore e gli sfinimenti sono dietro l’angolo e possono risultare fatali specialmente in ambiente impervio, dove il fisico è sollecitato oltremodo e dove è richiesta la massima attenzione». Annamaria, pensionata amante della montagna, lascia un figlio, un fratello e una sorella.