Il pirata della strada era in auto con 4 amici: «Sono scappato perché ero sotto shock»

Il punto sul lungomare di Lido di Camaiore dove è avvenuto l’incidente foto ciurca/paglianti

Il racconto dello studente diciannovenne: «Non avevo bevuto, ho solo avuto paura». Poi la confessione in lacrime ai genitori

VIAREGGIO. Era appena uscito dal Seven Apples dove aveva trascorso la serata in compagnia di un gruppo di amici del paese. E a bordo della Opel Agila scura tutti e cinque - lui, due amici e due amiche - stavano tornando tutti insieme a Vecchiano. Poi, dopo poche centinaia di metri, l’incidente: l’auto che percorre il lungomare fino a superare la Bussola, l’impatto con la bicicletta, il ventunenne di Castelfranco di Sotto travolto che vola sull’asfalto, la fuga. Fotogrammi di una notte di divertimento che in un attimo si trasforma in dramma. «L’ho visto solo all’ultimo istante», ha raccontato lo studente di diciannove anni che era al volante dell’auto pirata quando insieme ai genitori è andato a costituirsi ai carabinieri. E poi, per giustificare in qualche modo la fuga: «Ero sotto shock, non sapevamo cosa fare. In più non pensavo che il giovane che avevamo investito si fosse fatto così tanto male».

Davanti ai carabinieri di Lido di Camaiore che lo hanno preso a verbale, lo studente si è detto pentito. «Già lungo la strada del ritorno - ha raccontato - avevamo pensato di tornare indietro per sincerarci di quanto successo. Ma la paura ha avuto il sopravvento». Poi, il giorno dopo, le prime notizie sulla gravità del giovane lo hanno gettato nello sconforto. E ai genitori che nella tarda mattinata lo hanno chiamato dal lavoro per sapere come stava - entrambi impiegati pubblici, entrambi ignari di quanto accaduto nella notte - ha raccontato in lacrime la bruttissima avventura. E sono stati proprio papà e mamma a convincerlo a costituirsi. Perché nella vita bisogna sapersi assumere le proprie responsabilità. Nel bene e nel male.


Accompagnato dai genitori, lo studente è prima andato alla caserma dei carabinieri di Vecchiano e, su consiglio dei militari, si sono recati a quella di Lido di Camaiore dove nel frattempo - grazie ai filmati raccolti dalle telecamere in zona - era già stata individuata l’Opel Agila che aveva provocato l’incidente. E presto il cerchio si sarebbe ugualmente stretto intorno al responsabile.

Del caso si sta occupando il pubblico ministero Sara Polino. Che ha immediatamente provveduto a denunciare il ragazzo per i reati di lesioni personali colpose e omissione di soccorso. Non sarà invece possibile stabilire se il giovane si era messo alla guida in condizioni alterate. Le analisi - essendo passate molte ore - sarebbero comunque risultate inattendibili. «Ma io non ho bevuto», ha ripetuto più volte il ragazzo.

Da parte dei genitori, poi, un pensiero anche a Romarjo, il ragazzo quasi coetaneo del loro figlio che è adesso ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Livorno. Oltre a chiedere ripetutamente notizie sul suo stato di salute, hanno manifestato la volontà di incontrare i suoi genitori. Per chiedere scusa - anche loro - per quanto accaduto martedì notte.