Il Carnevale di Viareggio in notturna (e di sabato) è un successo - Video

Raggiunto e superato il mezzo milione di incassi ma non c'è ancora il dato ufficiale del botteghino

VIAREGGIO. La giornata perfetta. O quasi. In attesa di conoscere l’incasso - che anche questa settimana sarà comunicato in ritardo da parte della Fondazione - il terzo corso mascherato va agli archivi come il più bello e coinvolgente fra quelli andati in scena fino ad ora. Molto ci ha messo del suo il meteo, che ha regalato a Viareggio una giornata straordinaria sotto ogni punto di vista. Ma non c’è dubbio che lo spettacolo dei carri in notturna ha un fascino tutto speciale che piace al pubblico delle sfilate.

Carnevale di Viareggio, la magia dei carri in notturna

È andata bene anche per quello che riguarda la velocità del corso. Rispetto alla sfilata-lumaca della domenica precedente, ieri i carri hanno percorso il viale a mare con maggior rapidità. E nelle tre ore e mezzo di durata dello spettacolo (la Fondazione ha giustamente deciso di proseguire fino alle 20,30) si è riusciti finalmente a compiere un giro e mezzo. Evidentemente - al di là dello slogan “corso spettacolo” - qualche accorgimento è stato adottato e questo ha giovato alla fluidità della sfilata.

Sul fronte del botteghino, in attesa dei dati ufficiali, arrivano comunque dati più che incoraggianti. La previsione d’incasso messa in bilancio (490mila euro) è stata rispettata e dunque si va verso un risultato che supera il mezzo milione di euro. Vedremo nelle prossime ore se di poco o di tanto, ma il dato è già significativamente positivo...

La prima considerazione da fare, dopo il successo di ieri, riguarda la scelta di puntare sempre di più sulle sfilate di sabato sera. Una scelta che evidentemente funziona sotto molti punti di vista. Sia per lo spettacolo offerto (ne parliamo anche nelle prossime pagine), ma anche per il ritorno economico che porta alla città. Complice anche la “congiunzione astrale” del San Valentino che ha dato il via al weekend, il corso mascherato di sabato ha portato in città moltissima gente che non si è limitata ad una presenza “mordi e fuggi” come quella della domenica. E così si sono riempiti gli alberghi (i più avvantaggiati da questa formula), i ristoranti e quasi tutte le attività legate al turismo. Al tempo stesso, però, viene penalizzato l’incasso al botteghino che - anche se sicuramente importante - al sabato non è mai così alto come la domenica. E questo dato storico merita quantomeno una riflessione. Perché questo sacrificio non viene in nessun modo riequilibrato da un contributo al Carnevale da parte delle categorie economiche (la tassa di soggiorno - che si spera che tutti gli alberghi versino - la pagano infatti i clienti).


C’è poi un’altra considerazione più legata allo spettacolo che vale la pena affrontare (anche dopo la fine del Carnevale). Se vogliamo puntare sul sabato sera e più in generale sulle sfilate in notturna - quest’anno sono quattro su sei - occorre adeguare il circuito a questa nuova realtà. E, quindi, dotare i viali a mare di una più adeguata illuminazione che non si limiti solo ed esclusivamente a quella dei lampioni. Se si esclude infatti qualche “rinforzo” in piazza Mazzini dove sono stati sistemati alcuni riflettori supplementari (non tutti attivati, o non tutti funzionanti), il resto del circuito non è stato potenziato. E se i carristi in concorso hanno capito di dover investire sempre di più anche sull’illuminazione e sui giochi di luce (non tutti, però, allo stesso modo) e dunque sono in qualche modo autosufficienti, la stessa cosa non si può dire per le altre componenti della sfilata (le mascherate, le pedane aggregative e tutto il resto). Dettagli? Forse. Ma un Carnevale che vuol essere il numero uno deve guardare anche ai dettagli. —