Il ministro Alfonso Bonafede in incognito tra la folla

VIAREGGIO. In incognito tra la folla, in forma assolutamente privata, si è goduto il secondo Corso mascherato il ministro della giustizia, Alfonso Bonafede. Vestito con un cappellino, occhiali scuri e scortato da tre poliziotti in borghese anche loro confusi tra la folla, Bonafede non è salito in tribuna e non ha rilasciato dichiarazioni. Anhe se non ha mancato nella giornata di ieri di esprimere il proprio pensiero tramite Facebook: «Sta per iniziare una settimana molto importante. Partirà la riforma per abbreviare i tempi del processo penale. Contemporaneamente, verrà concretizzata (non è ancora certo il “veicolo”) la nuova norma sulla prescrizione, frutto dell’accordo trovato in maggioranza, che garantisce l’eliminazione di ogni isola d’impunità. Lo Stato si riprende finalmente la responsabilità di dare sempre una risposta di giustizia in tempi brevi». Un legame, quella tra Bonafede e Viareggio che è strettissimo, essendo passata dal confronto con i familiari delle vittime del disastro ferroviario di 11 anni fa e da quello con il Comitato nazionale “Noi non dimentichiamo” la riforma che ha abolito la prescrizione.

In tribuna si è visto, invece, Maurizio Marchetti, capogruppo di Forza Italia in Regione Toscana e coordinatore provinciale del partito, che si è intrattenuto per un po’ in un colloquio fitto fitto con il sindaco Giorgio Del Ghingaro.


Al Corso con la famiglia anche il presidente della Provincia, Luca Menesini che al Tirreno ha “confessato”: «Da giovane ero uno che non si perdeva, mascherato, nemmeno un Rione...». Oggi, invece, largo ai piccoli e così, dopo i saluti di rito in tribuna, Menesini e la moglie con i due bambini si sono goduti la sfilata tra la folla. —

Donatella Francesconi

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