Lucca, il sogno del posto fisso da vigile urbano: tutti i nomi dei "promossi"

Più di 700 al palasport di Lucca con la speranza di diventare agenti della municipale. Molti fanno lavori precari e vedono nel “pubblico impiego” un’oasi di tranquillità

LUCCA. «Non studio, non lavoro, non guardo la tv; non vado al cinema, non faccio sport». La canzone dei Cccp risuona negli airpods di uno degli 800 candidati che ieri mattina si sono presentati al PalaTagliate, alla preselettiva del concorso per vigili urbani. In palio 19 posti da agente di polizia municipale nei Comuni di Lucca (10), Viareggio (6), Massarosa (2) e Stazzema. Ma è una musica assai poco fedele al modus vivendi di queste persone. Qui tutti lavorano, tutti studiano e si tengono in forma. Molti hanno un impiego precario, e sognano “il posto fisso alla Zalone”. Ancor più nel pubblico impiego, che in questi tempi incerti appare un porto sicuro, un’oasi di tranquillità. Tutti hanno studiato: chi solo per la prova (30 domande a risposta multipla) e chi invece lo fa da anni e annovera un ricco curriculum formativo. I più previdenti si sono rimessi persino a fare sport per affrontare test fisici impegnativi (trazioni alla sbarra e un chilometro da percorre in poco più di 4 minuti).



Vito Potenza, ha 39 anni ed è originario della provincia di Bari. «Mi sono laureato come restauratore in Beni culturali, un settore che purtroppo non mi dava lavoro. Quando un amico ha cominciato a studiare per fare il vigile gli ho dato una mano e alla fine ho deciso di tentare anch’io i concorsi». Così è stato assunto d’urgenza a Genova, a seguito del crollo del Morandi. «Ma è un contratto a tempo – dice – per questo sono qua». Accanto a lui c’è Alessandro Bracci, 31enne di Lido di Camaiore, briosa penna del giornalismo sportivo versiliese. «Quest’estate ho avuto un contratto a tempo come vigile a Forte dei Marmi – racconta – Esperienza piacevole che mi ha spinto a iscrivermi alla corsa per il posto fisso».

Poco più avanti, nel lungo serpentone che si avvia a entrare nel palazzetto c’è Riccardo Franciosini, 46enne, che gestisce un’attività di infissi a Sant’Anna insieme al fratello. Dieci anni fa componeva canzoni e aizzava le folle come front man degli Indiani metropolitani, gruppo musicale lucchese che nel 2007 vinse il Summer giovani, garantendosi l’opportunità di suonare in piazza Napoleone, in apertura del concerto di Enzo Avitabile. «Tempi lontani rammenta lui», con rammarico. Paroliere funambolico, Riccardo ora è pronto a impiegare questa sua dote nella redazione di multe, che più che cantare faranno urlare il suo nuovo pubblico: «Sono abituato – dice – Per un periodo ho fatto il messo notificatore di Equitalia, altro incarico non troppo amato».

Nella marea umana che galleggia attorno al palazzetto, c’è Paola Di Ronza, 36enne originaria di Caserta, con una laurea in Scienze politiche alla Federico II di Napoli. «Mi sono trasferita a Massa – dice – Ho lavorato per un annetto in un franchising ma cerco qualcosa di stabile. La prova fisica? Non mi spaventa, mi tengo allenata: faccio 12 (!) trazioni alla sbarra». C’è anche chi si presenta in coppia: è il caso di Giulia Bernardini e Gabriele Guidotti. «Ci siamo conosciuti a scuola, ci siamo messi insieme e ora abbiamo un figlio di 7 mesi – raccontano i due – Perché siamo qua? Passione per i polizieschi, abbiamo letto sul giornale del concorso e abbiamo detto: perché no». Lei, 28 anni, lavora come oss a Matraia mentre lui è dipendente delle cartiere Carrara. Poco più in là c’è un giovanissimo millennial con la faccia imberbe: si chiama Davide Bertoli, classe 2000 di Barga. Partecipa per coronare il sogno di indossare la divisa: «Lo desidero sin da piccolo – dice – Mio zio fa il vigili e ha contribuito a trasmettermi questa passione». Non è solo: poco più in là la madre osserva con premura i suoi movimenti in mezzo alla folla.

«Si provano tutte», commenta Simona Lensi, 39 anni. una laurea in Ingegneria edile nel cassetto e un presente da insegnate al Pacinotti di Pescia: «Sono una docente precaria – dice – Dato che il mondo della scuola è quel che è, ho provato anche questa. Analogie tra il docente e il vigile? Sono mestieri che hanno una certa autorevolezza. E poi il vigile è pur sempre un pubblico ufficiale». Di fianco a lei, ci ascolta incuriosito Federico Zarriello, 26enne di Rosignano, con una laurea con lode alla Sapienza. «Dopo sei mesi di tirocinio ho capito che la carriera da avvocato non faceva per me: il praticantato, l’esame, non si finiva più. Il vigile è un lavoro che dà maggiore tranquillità. È il quarto concorso che provo: Sovicille, Santa Maria a Monte, Sarteano e Crespina. Speriamo stavolta vada bene». —