Morto dopo l'infezione da super batterio: l'Asl indaga, la famiglia vuole chiarezza

I parenti di Sergio Chiusalupi chiederanno copia delle cartelle cliniche: "Vogliamo fugare tutti i dubbi sull'accaduto"

VIAREGGIO. Saranno le analisi eseguite dall’Asl a togliere ogni dubbio sulla morte di Sergio Chiusalupi, 66enne elettricista viareggino deceduto lunedì all’ospedale Versilia dopo aver contratto l’infezione da New Delhi. Il super batterio che da alcune settimane sta inquietando la sanità toscana, perché causa di infezioni e decessi (con una letalità del 40%, cioè 4 vittime ogni 10 contagiati).

Sulla morte di Chiusalupi, quindi, verranno svolti ulteriori accertamenti dall’azienda sanitaria. Anche per verificare l’ipotesi, la più probabile, che l’infezione sia stata contratta all’ospedale di Livorno, dove l’elettricista si era sottoposto il 25 giugno a un intervento chirurgico alla testa a causa di una malattia.

L’intervento sembrava riuscito, ma le analisi svolte da subito hanno evidenziato la comparsa dell’infezione: Chiusalupi, nel frattempo, era stato trasferito nel reparto di riabilitazione dell’ospedale Versilia, dove è spirato lunedì scorso. Ieri pomeriggio si è tenuto il funerale dell’uomo, nella chiesa della Resurrezione al Varignano, quartiere dove viveva assieme alla famiglia.

Proprio i familiari, che hanno confermato la presenza dell’infezione già dopo l’intervento chirurgico a Livorno, senza sapere però che si trattasse del super batterio New Delhi, sono intenzionati a richiedere le cartelle cliniche alle strutture sanitarie dove è stato ricoverato. E cioè Livorno e l’ospedale Versilia.

Questo per capire, spiegano, quale sia stata la reale causa che ha portato al decesso dell’uomo. In precedenza l’Asl – quindi non si fa riferimento al caso specifico – ha sempre ribadito che il New Delhi non può essere ritenuto la causa principale della morte di una persona, bensì una concausa: è un batterio feroce e resistente agli antibiotici, che aggrava le condizioni di salute già precarie di un paziente fortemente debilitato. Fino ad ucciderlo, nelle situazioni più compromesse.

Queste sono le conoscenze scientifiche di oggi, dicono i medici. I dubbi dei familiari sono legati anche al fatto che l’operazione chirurgica alla testa era riuscita e Chiusalupi sarebbe stato sottoposto alla riabilitazione per il recupero. Prima della ricaduta in seguito all’infezione. I familiari, al di là di tutto, confidano in una indagine interna da parte dell’Asl per avere il quadro definitivo e nello stesso tempo chiaro di ciò che sia realmente accaduto a Sergio Chiusalupi.

La sua morte ha creato sconcerto e dolore tra i familiari e in tutti coloro che lo conoscevano. Sia al quartiere Varignano, dove viveva in via dei Campi, ma anche nell’ambiente in cui lavorava, quello della Darsena: l’uomo era un elettricista e lavorava per l’officina Landucci, realizzando impianti elettrici sulle imbarcazioni. Dolore anche al Lido calcio per il gravissimo lutto che ha colpito Andrea Chiusalupi, figlio di Sergio. L’Ac Lido «porge le più sentite condoglianze al calciatore per la scomparsa del padre. Tutta la società, i dirigenti, lo staff tecnico e i giocatori esprimono il più sincero cordoglio ad Andrea e a tutta la sua famiglia». 

 

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