I turisti tedeschi scomparsi dai campeggi: «Presenze crollate del 50%, ecco perché»

I titolari delle strutture di Viareggio e Torre del Lago: «Il nostro mondo è cambiato. I clienti vogliono i bungalow, servizi e più decoro nelle pinete»

VIAREGGIO. Fantozzi, come sempre, aveva visto giusto. La scena in cui si presenta al campeggio assieme all’inseparabile Filini, e scopre di essere l’unico italiano in mezzo a una folla di turisti tedeschi che lo deridono, fotografava alla perfezione la realtà. Ma i tempi sono cambiati. I clienti che parlano la lingua di Goethe, e come lui erano innamorati dell’Italia “dove fioriscono i limoni”, sono quasi scomparsi dalle pinete di Viareggio e Torre del Lago. Come dal resto del Paese.

«Rispetto all’anno scorso – dice Michele Montemagni, titolare del Bosco Verde e presidente di Assocamping – c’è stato un crollo delle presenze tedesche del 50%. Siamo passati da 60 gruppi a 29. Anche gli olandesi sono sempre di meno». Secondo Francesco Giannerini, titolare del camping Viareggio, in realtà si tratta di un lungo addio. «Sono anni che le presenze tedesche e olandesi sono in calo – dice – Logico che, a lungo andare, il declino continuo ha portato quasi alla scomparsa di quella che una volta era la fonte primaria».


Dove vanno i tedeschi? In Spagna, soprattutto. Anche in Croazia, per quanto i prezzi là stiano cominciando ad aumentare e questo innervosisce il turista medio del Nord Europa. Al di là di tutto, la vacanza all’aria aperta è ancora amatissima da questo tipo di clientela. Che però sembra disdegnare sempre più Viareggio.

«Due anni fa – prosegue Montemagni – fu scritta una lettera, che noi rigirammo alle amministrazioni, su cosa chiedevano gli stranieri alla nostra città. E cioè: decoro, pulizia, servizi come i trasporti pubblici che consentano di vivere la spiaggia e l’ambiente circostante. Se non si vedono miglioramenti non si torna, questo è sicuro». Nicodemo Pistoia, ex assessore e titolare del camping dei Tigli, ribadisce il concetto: «I tedeschi erano il nostro polmone, soprattutto per il cosiddetto turismo scolastico. Vogliono essere sicuri quando escono dai campeggi, non essere derubati delle bici, e vedere le pinete gestite in maniera decorosa». In controtendenza si registra un lieve aumento di turisti francesi e dell’Europa dell’Est: questo, secondo i titolari delle strutture, attenua la flessione. E fa ritenere il 2019 un anno non alla pari del precedente, ma comunque sufficiente.

Il fatto è che il mondo dei campeggiatori è cambiato. «Il viaggio in tenda o in camper, che a noi provoca tanti bei ricordi, è in via di sparizione – dice Mauro Coppa, titolare del camping Paradiso – Si vogliono i bungalow, le piscine. I servizi di qualità. Ma le amministrazioni stentano a darci una mano. E ad abbassarci le tasse: noi come Paradiso paghiamo 120.000 euro di spazzatura per sei mesi di lavoro. Troppo». I bungalow, che sono molto richiesti, sono un tarlo per gli imprenditori: «Noi vorremmo realizzarne altri 15, oltre a quelli che abbiamo già – dice Giannerini – ma la pratica è ferma, in attesa che il Comune dia il via libera».

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