Triplice fischio per il Viareggio calcio: la città del pallone chiude i battenti

Respinto il ricorso: squadra fuori da tutti i campionati. Resta la Virtus, che gioca a Montignoso e non è riconosciuta dai tifosi

VIAREGGIO. Triplice fischio per il Viareggio calcio. Ieri pomeriggio alla e-mail dell’avvocato Stefano Pellacani è arrivato il verdetto del Collegio di garanzia dello sport presso il Coni, che ha respinto il ricorso del Viareggio 2014 per la riammissione in Eccellenza. La società adesso è ufficialmente fuori da tutto, non avendo fatto nemmeno l’iscrizione alla Terza categoria. Resta solo il ricorso al Tar del Lazio, con poche speranze di successo.

Nell’anno del centenario del calcio viareggino scompare la squadra, dopo la mancata iscrizione via telematica al campionato di Eccellenza, come stabilito dal regolamento della Figc. Dopo la retrocessione dalla serie D e l’estromissione appunto dall’Eccellenza, senza neppure aver provveduto all’iscrizione al campionato di Terza categoria, sparisce anche il titolo sportivo. E così adesso la città si ritrova senza pallone, tra la delusione e l’incredulità degli sportivi. Si confida nel fatto che il sindaco Giorgio Del Ghingaro possa fare qualcosa affinché il calcio possa tornare in città e nello stesso tempo avviare i lavori allo stadio dei Pini per consentirne la riapertura, determinante a questo punto per poter programmare il futuro, visto la difficoltà che c’è anche per reperire un campo dove allenarsi.


Il disastro porta la firma della società del presidente Pier Vincenzo Squadrilli, con il direttore generale Tommaso Volpi: nonostante le tante promesse fatte non sono riusciti a salvare né la stagione scorsa né la squadra. Una stagione quella 2018-19, che è stata compromessa da una serie di errori risultati determinanti per la cancellazione del calcio, nell’anno del centenario che doveva essere invece quello dei festeggiamenti e che si è rivelato purtroppo quello della tristezza, rabbia e delusione, da parte di chi ha sempre avuto a cuore le sorti del Viareggio calcio. Quello che è avvenuto ieri pomeriggio a Roma sembrava comunque una sceneggiatura di un film già scritto con mesi di anticipo: dal 28 novembre 2018, quando la società è stata ceduta dalla dirigenza presieduta da Cristiano Baroni al gruppo romano del proprietario Sergio Lazzarini. Dal giorno in cui si è insediata, la nuova proprietà ha commesso una serie di errori che alla fine si sono rivelati determinanti per l’esito di questa vicenda, difficile davvero da comprendere. La squadra, quando è arrivato il gruppo romano, aveva 33 punti in classifica ed era a ridosso delle posizioni dei playoff di D. Come ha dichiarato il dg Tommaso Volpi è stata data per scontata la salvezza, distante pochi punti. È stato esonerato così, senza un motivo logico, l’allenatore Luigi Pagliuca e affidata la squadra ad Antonio Aiello il 9 gennaio. Aiello è stato esonerato a sua volta l’11 febbraio, con la squadra affidata al secondo, Lelio Biancalana; nel frattempo il 14 febbraio è stato esonerato anche il diesse Alberto Reccolani, sostituito con Gianni Petrollini. Il 27 febbraio torna Antonio Aiello al posto di Biancalana. Il 17 marzo Aiello si dimette e al suo posto arriva Andrea Macchetti, che porta al termine la stagione retrocedendo in Eccellenza. Nel frattempo anche la rosa della squadra che aveva garantito i punti del girone di andata è stata modificata, con alcuni calciatori che sono stati ceduti. Quelli che sono arrivati per sostituirli non si sono rivelati all’altezza. Nonostante tutto questo e senza la disponibilità dello stadio dei Pini, con la squadra costretta ad emigrare ogni domenica per le gare casalinghe, quando a Camaiore, Forte dei Marmi, San Giuliano Terme e addirittura tre partite giocate a Castelfiorentino, si sarebbe potuta salvare lo stesso. Lo stesso presidente Pier Vincenzo Squadrilli, squalificato otto mesi con una multa di 1700 euro, ed una penalizzazione di tre punti alla società per ritardo pagamenti di vertenze, ereditate con debiti vecchi nell’atto di acquisto della società, ha dichiarato che sul piano sportivo sono stati commessi troppi errori. Ed alla fine inevitabilmente con questa gestione è sparito il calcio a Viareggio. Resta solo la Virtus, ma giocherà a Montignoso e nessuno – tifosi e ambiente in generale – la considera propria. —
 

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