Lo chef Nicola Gronchi lancia a Forte dei Marmi il Parco di Villa Grey

Fabrizio Larini “strappa” il cuoco stellato al Bistrot e apre un nuovo ristorante che si affaccia sul lungomare



Una Stella nel Parco. E le maiuscole non sono un errore. Già, perché la Stella è quella ambitissima della Michelin che porta in dote Nicola Gronchi, chef apuano proveniente dal Bistrot di Forte e considerato uno dei grandi talenti della Versilia gourmet. Il Parco è invece il nome del nuovo ristorante di Villa Grey, l’albergo sul lungomare rilevato da Fabrizio Larini.


Il Parco di Villa Grey ha aperto i battenti venerdì e adesso si propone come uno degli indirizzi più à la page di Forte dei Marmi. Un ristorante double face che in inverno si presenta come sala calda ed accogliente capace di ospitare dai 35 ai 40 ospiti e in estate si apre nello splendido parco dell’hotel. Un ristorante che camminerà in parallelo con l’albergo, un quattro stelle nato nel 2010 dall’accurata ristrutturazione di una elegante residenza versiliese di villeggiatura dei primi del Novecento e che ora si compone di diciannove camere e di quattro suite.

Ma asso nella manica del Parco di Villa Grey è soprattutto Nicola Gronchi, trentacinquenne chef stellato di Marina di Carrara che dopo aver fatto esperienze importanti dapprima in Versilia, poi a Cortina, quindi a Viterbo (alla Parolina di Iside De Cesare) e alla Locanda del Pilone ad Alba (dove ha fatto da “secondo” allo chef giapponese Masayuki Kondo), nel 2016 ha preso in mano le redini della cucina del Bistrot di Forte dei Marmi dove ha cominciato a collezionare l’étoile della guida rossa francese. Ora la nuova, importante avventura alla corte della famiglia Larini dove è assistito da una brigata di giovani composta da elementi che già vantano importanti esperienze a livello nazionale.

All’insegna del motto «una cucina di pancia che soddisfi anche la testa», al Parco di Villa Grey Nicola Gronchi ha impostato la sua cucina su classicità e contemporaneità, lavorando tre o quattro ingredienti per volta e declinandoli in forme, consistenze e idee differenti. Fra le proposte più interessanti, il menu di sette portate a mano libera selezionate dallo chef, ma anche il meno impegnativo percorso da cinque piatti. Oltre, naturalmente, alle proposte alla carta. Buon appetito... —