Condannati per l’incendio doloso alla Ideal Yacht di Viareggio

Due rumeni sono stati riconosciuti esecutori materiali del delitto di cui però restano ignoti mandanti e movente

VIAREGGIO. Gli esecutori materiali dell’incendio doloso alla falegnameria nautica Ideal Yacht a Bicchio che causò danni per 100mila euro sono stati condannati, ma sarà molto difficile risalire ai mandanti. Per quel rogo avvenuto tra il 25 e il 26 marzo dello scorso anno il gup Antonia Aracri ha condannato con rito abbreviato a 4 anni e 6 mesi e 20mila euro di multa il rumeno Constantin Riceanu, 55 anni, residente in Versilia, precedenti per reati contro il patrimonio, detenuto nel carcere di Lucca. Per l’accusa, retta dal pm Enrico Corucci, fu lui a fabbricare una bomba molotov e a lanciarla, previa effrazione di una finestra, dentro la falegnameria nautica. Riceanu era accusato di incendio doloso e fabbricazione di arma da guerra.. Condannato anche un connazionale, Catalin Claudio Madem, 32 anni, di Viareggio, che trasportò l’amico rumeno a bordo di un’auto di cortesia nel luogo dove avvenne l’attentato. Per lui, accusato di incendio e porto abusivo di armi da guerra, condanna in abbreviato a 2 anni e 4 mesi di reclusione da scontare ai domiciliari e 6mila euro di multa.

A incastrarli, oltre alle telecamere che ripresero Riceanu e la vettura condotta da Madem, anche le intercettazioni dei carabinieri nel corso delle quali Madem, stando all’accusa, era molto interessato al compenso per aver agito da autista dell’attentatore.


La falegnameria Ideal Yacht, attraverso i suoi legali, si è costituita parte civile. Dai riscontri investigativi emerge che Riceanu prese accordi con Madem affinché lo venisse a prendere a casa con una macchina. Assieme ai due rumeni c’era un amico italiano che, stando all’accusa, poi si sarebbe rivelato estraneo ai fatti. Riceanu venne condotto a un distributore di carburante dove riempì una bottiglia.

A quel punto risalì in macchina e fece ritorno a casa. Sceso dalla vettura e rientrato dall’abitazione dopo poco più di un’ora sarebbe nuovamente uscito dall’appartamento con in mano una bottiglia. A quel punto l’auto condotta da Madem si è diretta verso Bicchio. Riceanu è sceso dall’abitacolo e si è diretto a piedi verso la ditta. Dopo pochi minuti è tornato indietro e il connazionale ha visto distintamente un bagliore nei locali della Ideal Yacht seguito da uno scoppio. In precedenza, nella notte del 19 marzo, c’era stato un tentativo, non riuscito, di dar fuoco alla falegnameria nautica. Le indagini non sono riuscite a far luce su questo primo episodio.

Sui mandanti c’è la testimonianza di una donna che indica un albanese, non più in Italia, come persona che avrebbe avvicinato il rumeno proponendogli in cambio di denaro di portare a termine l’attentato. Ma anche l’extracomunitario, precedenti per furto, sarebbe stato incaricato di avvicinare Riceanu da altre persone rimaste da identificare. E il movente quindi resta avvolto nel mistero. —