Addio al Torneo Viareggio: la storia di una coppa cittadina protagonista nel mondo

Dalla prima edizione nel 1948, ecco la parabola di uno dei tornei più amati che dalla città in cui è nato ha dovuto trasferirsi a La Spezia

VIAREGGIO. Tutti la conoscono come Viareggio Cup ma da quest'anno tutto a La Spezia. Quest'anno dopo sessanta anni il torneo (arrivato all’edizione numero 71) si giocherà lontano da Viareggio (campo centrale La Spezia) causa l’inagibilità dello stadio dei Pini intitolato alla memoria di Torquato Bresciani il papà del Centro Giovani Calciatori e del torneo. Non dentro al dunque Comune, non dentro alla Provincia di Lucca , non dentro alla Toscana.

Il torneo è nato prima del Festival di Sanremo ma anche del Super Bowl, della Coppa dei Campioni e del campionato d’Europa per Nazioni. Ha visto crescere sui suoi campi 33 futuri campioni del Mondo, 22 campioni d’Europa e 8 di Olimpia oltre ad allenatori che proprio dal torneo hanno iniziato la scalata arrivando a guidare la Nazionale. È vero che negli anni ha perso un po’ del suo carisma ma è innegabile che è sempre motivo d’orgoglio partecipare a quello che una vota veniva chiamata Coppa Carnevale diventata poi, in ossequio ai tempi, Viareggio Cup.

Il Bar Leoncini si aggiudica la prima edizione della Coppa Carnevale

Gli inizi

Tutto ha inizio infatti nel 1948 quando i dirigenti del Centro Giovani Calciatori (società nata l’anno precedente) fanno le prove generali con quella che rimarrà nella storia come l’edizione “numero zero” del torneo alla quale partecipano undici formazioni locali. Costo dell’iscrizione 100 lire. Per la cronaca vince il bar Lencioni che supera in finale il bar Il Fattore. I dirigenti del Cgc sono soddisfatti ma organizzare un torneo a livello internazionale a livello giovanile è il chiodo fisso di Bresciani. E’ un progetto ambizioso perché le risorse economiche sono minime in una città che sta cercando di rialzare la testa dopo gli orrori della guerra. Ma comunque si parte. Le spese non dovranno superare le e 600 mila lire.

La prima edizione

Il primo nome scritto sull’albo d’oro è quello del Milan che il 28 febbraio 1949 supera in finale la Lazio. E quel primo torneo lancia già nel firmamento del calcio internazionale la sua prima stella: Sergio Cervato difensore della Fiorentina che tre anni dopo sarà premiato nel corso del torneo come primo atleta partecipante al torneo che ha raggiunto la Nazionale.

Gli anni cinquanta, gli anni del…Diavolo

Il Milan vince in quattro occasioni (1952, 1953, 1957 e 1959). Due successi per Sampdoria e Lanerossi Vicenza, quest ultima prima società che gioca in serie B a vincere il torneo. Nella formazione allenata da Berto Menti (fratello maggiore del leggendario Romeo del Grande Torino) fanno parte Sergio Campana (futuro presidente dell’Asso Calciatori), Azeglio Vicini (futuro tecnico della Nazionale) oltre a Sergio Cappellaro ancora oggi miglior realizzatore del torneo con 15 reti, record uguagliato solo 55 anni dopo da Ciro Immobile.

Il vento dell’Est

Fino dalla terza edizione cominciano a partecipare al torneo formazioni jugoslave. Arriveranno poi squadre ungheresi, polacche, bulgare, romene e cecoslovacche: Partizan, Stella Rossa, Honved, Ferencvaros, Sparta Praga. Nomi che richiamano alla memoria la storia calcistica del Vecchio Continente. Il Partizan di Belgrado vince nel 1951, lo Sparta Praga nel 1956 con ben sei giocatori che finiranno in nazionale tra i quali Tomas Pospichal e Pavol Molnar.

Saranno campioni

Tra questi Milos Milutinovic (fratello di Bora anche lui al torneo), primo cannoniere della Coppa dei Campioni, ai suoi connazionali Milutin Soskic e Fahrudin Jusufi, rispettivamente portiere e terzino destro della nazionale jugoslava campione olimpica del 1960 fino ad una delle leggende del calcio tedesco: Uwe Seeler che partecipa al torneo del 1953 con il suo Amburgo. Tra i ragazzi di casa nostra si segnalano Enrico Albertosi, Fabio Cudicini, Enzo Robotti, Francesco Zagatti, Gigi Radice, Bruno Mora, Ezio Pascutti e Gastone Bean.

Arriva la Rai

La televisione di Stato intuisce ben presto che il torneo farà strada e manda le sue telecamere a Viareggio. La prima volte il 21 febbraio 1955 quando viene trasmesso il secondo tempo della finalissima tra Vicenza e Sampdoria.

Gli anni sessanta, prima volta dei sovietici

Il torneo cresce in maniera importante. Tra le formazioni straniere debuttano il Benfica ed il Burevestnik squadra dell’allora Unione Sovietica. Nel 1960 si mette in luce ancora il Milan di Trapattoni, Salvadore, Pelagalli, Noletti e Trebbi che in estate parteciperanno con la Nazionale alle Olimpiadi romane. I rossoneri sconfiggono in finale il Dukla Praga, la squadra dell’esercito, destinata a scrivere pagine importanti nella storia del torneo che i praghesi vinceranno per sei volte (1964-1968-1970-1972-1976-1980) portando sul palcoscenico di Viareggio giocatori che finiranno in nazionale come Alexander Vencel, Marian Masny, Pavel Chaloupka, Josef Chovanec fino a Lubos Kubik.

Nel 1969 la squadra praghese sarà accompagnata nel soggiorno in Versilia da Emil Zatopek, pluricampione olimpico nel mezzofondo e nella maratona. In questo decennio conquistano i loro primi successi la Juventus nel 1961, l’Inter di Sandro Mazzola e Roberto Boninsegna l’anno seguente e nel 1966 la Fiorentina di Luciano Chiarugi, Claudio Merlo, Ugo Ferrante, Salvatore Esposito e Pierluigi Cencetti che tre anni dopo saranno protagonisti nell’ultimo scudetto della Viola. Nel 1964 l’unica vittoria per sorteggio: la monetina favorisce il Genoa di Aldo Agroppi sulla Juventus di Beppe Furino.

Tra gli elementi che si mettono in mostra Giacinto Facchetti, Mario Corso, Roberto Bettega, lo spagnolo Carlos Rexach, lo jugoslavo Velibor Vasovic, che diventerà il primo capitano straniero nella storia dell’Ajax con il quale vincerà la Coppa dei Campioni nel 1971 oltre a due futuri campioni del Mondo con la nazionale tedesca: Bernd Holzenbein (1967 con l’Eintracht) e Josep “Sepp” Maier presente al torneo nel 1961 con il suo Bayern, nella stessa edizione alla quale partecipa anche un altro dei più grandi “numero uno” della storia: Dino Zoff che difende la porta dell’Udinese.

Gli anni settanta, la Cina è vicina

Sono gli anni del dominio di Fiorentina e del Dukla. Ma a fare notizia sono le partecipazioni di formazioni inglesi, argentine, messicane e americane. Anche se il colpo grosso i dirigenti del Centro Giovani Calciatori lo fanno per l’edizione del 1978 quando riescono a portare in riva al Tirreno una formazione cinese. Un evento storico visto che per la prima volta una squadra del paese di Mao gioca nell’Europa Occidentale. Sono gli anni che vedono assegnare il torneo dopo la disputa del derby della Madonnina in salsa viareggina nel 1971. Di fronte a oltre ventimila spettatori l’Inter di Ivano Bordon e Lele Oriali batte il Milan allenato da Cesare Maldini. E a Viareggio prosegue la passerella di talenti che di lì a poco illumineranno la scena internazionale: Giancarlo Antognoni, Gaetano Scirea, Franco Baresi, Bruno Conti, Paolo Rossi, Bruno Giordano, Walter Zenga, Fulvio Collovati, Pat Bonner, Georgi Slavkov (scarpa d’oro nel 1981) ed Eric Gerets.

Gli anni ottanta, gli anni del Toro

La formazione granata vince quattro edizioni, tra il 1984 ed il 1989, guidata da Sergio Vatta entrato nella storia come il tecnico più vittorioso nella storia della manifestazione. Nel 1984 c’è il primo duello in panchina tra Sacchi (Fiorentina) e Capello (Milan) vinto dal profeta di Fusignano. L’anno dopo sulla panchina della Sampdoria il viareggino Marcello Lippi. Gli anni ottanta salutano anche l’esordio di formazioni africane, brasiliane, cilenee giapponesi oltre al Real Madrid. Ma soprattutto si registra il ritorno al calcio giocato di Roberto Baggio.

Dopo l’infortunio che sembrava precludergli la carriera colui che non è ancora diventato il Divin Codino gioca le sue prime partite ufficiali con la maglia della Fiorentina al torneo segnando anche tre gol, due all’Ocean Stars ed uno al Bayern. In quel decennio giocano al torneo Gianluca Pagliuca (che proprio a Viareggio Mantovani acquista dal Bologna), Ciro Ferrara, Gianluca Vialli, Roberto Mancini, Giuseppe Giannini, Angelo Di Livio, Alessandro Costacurta, Alberigo Evani, Charlie Nicholas, Robert Prosinecki, Georghe Popescu, Paolo Maldini. Nell’edizione del 1989 si fa notare il centravanti del Deportivo Italiano: Gabriel Omar Batustuta. Segna tre reti anche se poi fallisce il rigore decisivo nei quarti contro il Toro.

Due giovani Del Piero e Totti alla Coppa Carnevale

Anni novanta, le provinciali al potere

Si comincia nel 1990 con il Cesena. Poi nel 1993 è la volta dell’Atalanta guidata da Cesare Prandelli e tre anni dopo a fare festa è il Brescia che fa conoscere alcuni ragazzi interessanti tra i quali Andrea Pirlo. Le rondinelle battono in finale il Parma trascinato all’ultimo atto da altri due futuri campioni del mondo, Simone Barone e Gialuigi Buffon. Nel 1997 si impone il Bari di Lello Sciannimanico che può contare su Nicola Legrottaglie. Ma il momento più alto del decennio è legato all’edizione del 1994 decisa da un gol, anzi da un “golden gol” del “Pinturicchio” Del Piero che fa piangere la Fiorentina. Edizione che verrà ricordata anche per la presenza di Francesco Totti, Robert Pires (futuro campione del Mondo e d’Europa con la Francia), Marcio Amoroso, Christian Vieri, Owen Hargreaves, Tim Borowski, Phil Neville, Fabio Cannavaro, Alessandro Nesta, Demetrio Albertini, Filippo Inzaghi.

Il nuovo millennio, segnali di pace dal torneo

Anche nel nuovo millennio il torneo continua a mandare segnali di pace nel mondo. Nel febbraio del 2002, pochi mesi dopo la tragedia delle Torri Gemelle, vengono invitate a partecipare alla manifestazione una formazione israeliana ed una rappresentativa palestinese che sfilano assieme nella giornata inaugurale. E sempre da Viareggio, l’8 febbraio del 2007, riparte il calcio italiano fermato dopo l’omicidio dell’ispettore capo di Polizia Filippo Raciti avvenuto a Catania durante la disputa del derby con il Palermo che aveva portato il commissario straordinario della Figc Luca Pancalli a sospendere tutte le attività di calcio in Italia. Durante questa edizione otto ragazzi della formazione senegalese del De Camberene fuggono dal ritiro.

Verrano rintracciati alcuni giorni dopo. Dal punto di vista tecnico sono gli anni della Juventus prima squadra nella storia del torneo a vincere tre volte di seguito, una delle quali con Giampiero Gasperini in panchina. Tra i saranno famosi si segnalano Mario Balotelli, Jorginho, Romelu Lukaku, Daniele De Rossi, Antonio Cassano due futuri campioni del Mondo, i tedeschi Phillip Lahm e Bastian Schweinsteigger, Federico Bernardeschi, Alejandro “Papu” Gomez, Edinson Cavani, Andy Carrol, Pierre Aubameyang, Mauro Icardi.