Aggressione al figlio di Bettarini, la famiglia chiede 1 milione e 500mila euro di risarcimento

Il 20enne figlio dell'ex calciatore Stefano e della conduttrice tv Simona Ventura, il primo luglio scorso, fuori da una discoteca del capoluogo lombardo, è stato preso a calci e pugni e colpito da otto coltellate

VIAREGGIO. Un milione di euro di risarcimento e 500 mila euro di provvisionale immediatamente esecutiva. Ha quantificato così Niccolò Bettarini, il 20enne figlio dell'ex calciatore Stefano e della conduttrice tv Simona Ventura e parte civile nel processo a Milano i danni fisici e morali che ha subito quel mattino del primo luglio scorso fuori da una discoteca del capoluogo lombardo, quando venne preso a calci e pugni e colpito da otto coltellate. Una richiesta «simbolica», come ha chiarito al termine dell'udienza il suo legale, l'avvocato Alessandra Calabrò. «La famiglia non intende esercitare alcuna azione di risarcimento. Quello che interessa è una sentenza di condanna con delle pene adeguate», ossia 10 anni di carcere per tutti e 4 gli accusati di tentato omicidio, come chiesto dal pm Elio Ramondini.. «Di quella notte ho sicuramente dei ricordi negativi - ha raccontato Bettarini jr - ma mi ha fatto capire anche tante cose. L'ho pagata abbastanza gravemente, ma la mia vita è cambiata anche in meglio. Nelle prime udienze ho provato molto odio, molto rancore. Poi piano piano certe cose le metabolizzi in maniera diversa. Siamo qui e speriamo nella giustizia».

Le difese hanno chiesto al gup Guido Salvini di riqualificare il reato. L'avvocato Robert Ranieli, legale del 29enne Davide Caddeo, colui che avrebbe sferrato le coltellate, ha chiesto di derubricarlo in lesioni aggravate e, in subordine, una condanna al minimo. Mirko Perlino, legale di Alessandro Ferzoco, ha chiesto l'imputazione di lesioni aggravate e, in subordine, la concessione delle attenuanti generiche e quella del «reato diverso da quello voluto». Daniele Barelli, legale di Albano Jakej, ha chiesto di derubricare il reato in rissa aggravata e, in subordine, in lesioni aggravate, di escludere l'aggravante dei futili motivi e di concedere le attenuanti generiche e della provocazione. Infine, Fabrizio Cardinali, legale di Andi Arapi, ha chiesto di riqualificare in percosse.


Secondo la ricostruzione del pm, i quattro volevano uccidere e sapevano che quel pestaggio e quei fendenti in «parti vitali» con una lama da 20 centimetri «avrebbero potuto produrre conseguenze mortali». Il pm ha anche contestato l'aggravante di aver «agito per motivi abietti e futili» per quella minaccia («sei il figlio di Bettarini, ti ammazziamo») che Niccolò sentì. Frase confermata anche da un'amica che si gettò nella mischia per salvarlo. Sentenza prevista per il 18 gennaio.