Lo sfogo della mamma: "Mio figlio picchiato a scuola per aver difeso l’amico"

La scuola media di Massarosa

Il ragazzino è finito all’ospedale con lividi e una micro frattura alla costola. Il genitore: «La scuola deve essere più vigile e più severa con questi alunni»

MASSAROSA. «La scuola deve essere più vigile e tutelare tutti gli studenti. Bisogna essere anche severi». È lo sfogo della mamma di uno degli alunni della scuola media di Massarosa che lunedì pomeriggio, 17 dicembre, sono finiti al pronto soccorso dell’ospedale Versilia pieni di lividi. Due i ragazzini che, alla fine, hanno avuto bisogno di cure mediche dopo quella che, secondo la mamma, «non è stata una rissa ma un vero e proprio pestaggio». Durante la ricreazione, nel giardino di quello che dovrebbe essere un luogo sicuro: la scuola.

Suo figlio, adesso, «è pieno di lividi e ha una micro frattura alla costola – spiega la donna –. Ma non è la prima volta che succedono episodi del genere in quell’istituto. Quello della settimana scorsa è stato solo il caso più eclatante. Voglio chiarire che mio figlio non è stato coinvolto in nessuna rissa ma ha semplicemente difeso un compagno».

La mamma parla di «un vero e proprio caso di bullismo». Che non sarebbe il primo. «Con la scusa di fare pace il ragazzino che si comporta da bullo, si è avvicinato con un altro compagno e gli ha dato un pugno. Mio figlio si è messo in mezzo per difenderlo e fargli scudo. E lo hanno picchiato». Suo figlio è uscito dalla scuola con una micro frattura alla costola, ma anche un secondo alunno è finito all’ospedale per aver tentato di difendere i compagni.

E adesso è il momento dello sfogo. La mamma lancia un appello alla scuola, tutta, ai suoi insegnanti che vanno e vengono, ai dirigenti, al personale che ogni giorno lavora con i ragazzi. Quei ragazzi che spesso credono di comportarsi da adulti e invece commettono errori. «La scuola – commenta la mamma a Il Tirreno – deve essere più vigile e tutelare tutti gli studenti. Se esistono ragazzi che provocano disturbo e turbano quella che dovrebbe essere la tranquillità dell’ambiente di studio, si deve intervenire preventivamente – continua – non si può aspettare che accadano certi episodi. Quando queste cose accadono – continua la mamma del ragazzino –, bisogna essere severi. Ma è compito degli insegnanti, e in primo luogo della preside, avere cura che questi alunni vengano recuperati, prima che si sfoghino con ragazzi come il mio, che non solo è bravo a scuola ma è ineccepibile riguardo alla condotta e fino a oggi non aveva mai avuto problemi».

Ed è quello che ha deciso di fare la scuola. Ha scelto il pugno duro, ma ha scelto anche di non fermarsi a questo. Due dei ragazzi coinvolti sono stati sospesi per qualche giorno (la scuola non ha voluto chiarire nel dettaglio il tempo). Inoltre i consigli di classe hanno redatto un piano di interventi educativi personalizzati, ossia percorsi educativi speciali, individualizzati.