Scommette mille euro al giorno alle slot e in tre mesi perde tutta la liquidazione

Viareggio, i familiari si sono rivolti al Sert che ha una equipe che si occupa dei dipendenti dal gioco d’azzardo: 120 in tre anni

VIAREGGIO. Come in ogni dipendenza «uno degli scalini più difficile da salire è quello della consapevolezza della malattia», spiega Guido Intaschi, responsabile del Sert di Viareggio. Ma per il gioco d’azzardo, così come per l’alcol, è ancora più difficile: perché entrambi i fattori che creano dipendenza sono legali. Ed ecco che il gesto automatico e ripetitivo di infilare denaro nella macchinette sembra niente, mentre patrimoni e liquidazioni volano via.

Come accaduto al pensionato di fresco che alle macchinette, nel giro di un tre mesi circa, ha bruciato i 70.000 euro della liquidazione. Più o meno mille euro al giorno in una manciata di mesi. La vicenda è arrivata al Sert perché qui si sono rivolti i familiari, ed è sempre il passo più difficile perché vanno individuati per tempo segnali occulti, difficili da interpretare. «Chi gioca ha la sensazione di vincita anche se perde», spiega Emanuele Palagi, psicologo dell’equipe gioco d’azzardo del Sert che ricorda: «Nelle sale slot si possono inserire le banconote da 500 euro». E sono storie di patrimoni ed intere fortune gettate alle ortiche quelle che approdano al Gruppo familiari che una volta al mese si riunisce con il personale del Sert a Camaiore (le riunione diventeranno presto bimensili. «C’è richiesta di aiuto», continuano Intaschi e Palagi, «perché spesso i familiari non capiscono». Soprattutto se si ritrovano tutto d’un botto di fronte ai danni del gioco senza avere mai avuto sentore alcuno di dove stavano finendo denaro, case, terreni. «Molte sale slot fanno credito», è il racconto degli operatori del Sert. Senza contare il “trucco” della “macchinetta calda” («me la stacchi e torno domattina»).

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In tre anni sono state 120 le persone che il Sert ha preso in cura per la dipendenza dal gioco d’azzardo. Ma il fenomeno è in crescita netta anche a causa del gioco on line: «Oggi puoi scaricare una app e nessuno saprà mai fino a quando non avrai sperperato il patrimonio». Perché la proposta allettante del gioco d’azzardo parte da un elemento di fondo: «Nelle storie di chi si rivolge al Sert c’è sempre una grossa vincita che ha fatto scattare la molla».

Slot, sale scommesse, i gratta e vinci: «C’è un gioco d’azzardo per ogni età», sottolinea Intaschi. Così che un’indagine effettuato lo scorso anno nelle scuole superiori della Versilia (e sarà ripetuta, conferma Palagi) ha fornito un dato preoccupante: «Su 257 ragazzi interpellati il 10% è risultato essere un giocatore problematico o già dipendente». Pur minorenni, gli studenti delle scuole superiori sono attratti dalle scommesse sportive e dal gratta e vinci.

«Prima si interviene e più possibilità ci sono di interrompere il comportamento» è il messaggio che il Sert lancia nell’incontro con il Tirreno. C’è - sottolinea Intaschi - «la percezione netta che il problema abbia numeri più importanti rispetto alla percentuale troppo bassa di persone che chiede aiuto».

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