Cappello d’oro per Lorenzo e Romano: la Versilia nell’Olimpo dell’Espresso

Lorenzo Viani con la figlia Chiara al ristorante Lorenzo di Forte

Nella guida ai ristoranti 2019 appena pubblicata i due locali sono stati premiati con il massimo riconoscimento

claudio vecoli

Per Lorenzo Viani e Romano Franceschini è un po’ come essere diventati senatori a vita della cucina italiana. Sì, perché se c’è un paragone che forse più di altri può rendere l’idea di cosa vuol dire essere entrati a far parte del ristrettissimo Olimpo dei cappelli d’oro della prestigiosa guida ai ristoranti dell’Espresso, forse è proprio questo. Perché il traguardo raggiunto da Lorenzo (già lo scorso anno) e da Romano (novità di quest’anno) somiglia molto ad una consacrazione assoluta. E non a caso a potersi fregiare del cappello d’oro dell’Espresso, in tutta Italia, sono soltanto nove, selezionatissimi locali. E, fra questi, la Versilia - vero e proprio record assoluto - può vantarne ben due.




A tenere altissima la reputazione culinaria della Versilia sono dunque ancora una volta i due “mostri sacri” della buona tavola. Da una parte il ristorante Lorenzo di Forte dei Marmi, da sempre il più celebrato locale della Versilia, indirizzo frequentato dai tanti personaggi che frequentano la Versilia e incensato da tutte le principali guide gastronomiche. Dall’altra il ristorante Romano di Viareggio, eccellenza assoluta del mangiar bene, indirizzo cult per chi cerca il meglio della cucina di pesce (ma non solo) nella città del Carnevale. Ebbene, ad entrambi l’Espresso ha voluto attribuire il Cappello d'oro, categoria introdotta lo scorso anno e riservata ai 'nuovi classici' che hanno contribuito a cambiare la ristorazione italiana. Insomma, sia Lorenzo Viani che Romano Franceschini finiscono in qualche modo “fuori concorso” rispetto agli altri locali segnalati dalla guida.

Romano Franceschini con la moglie Franca al ristorante Romano di Viareggio




La Versilia della ristorazione si fa onore anche nella sfida vera e propria a colpi di cappello (stavolta non dorato) che si celebra ogni anno a tavolino. E se è vero che nessun ristorante “nostrano” può vantare né i mitici 5 cappelli (riconoscimento di cui nel 2019 si potranno fregiare soltanto sette insegne in tutta Italia), né i 4 cappelli (che l’Espresso ha concesso in Toscana soltanto al ristorante Meo Modo), nel ristretto novero di chi ha ottenuto i tre cappelli troviamo ben due ristoranti versiliesi. Ed entrambi sono ristoranti legati ad alberghi di lusso, tendenza questa che in Versilia ha preso piede ormai da alcuni anni. Si tratta della Magnolia, ristorante vista mare collegato al Byron di Forte dei Marmi , e del Lux Lucis, altro tempio della cucina ricavato sulla terrazza dell’hotel Principe di Forte dei Marmi.



Ma i riconoscimenti, per la Versilia del mangiar bene, non finiscono qui. Con due cappelli si distinguono infatti il Piccolo Principe, ristorante con vista mozzafiato del Principe di Piemonte di Viareggio e il Bistrot di Forte dei Marmi, fiore all’occhiello dei locali della famiglia Vaiani. Un po’ di Versilia si respira poi anche nei due cappelli all’Imbuto, ristorante “nato” in riva al Tirreno che poi si è trasferito a Lucca ma che resta saldamente in mano al viaregginissimo Cristiano Tomei. —