L’altolà del sindaco Del Dotto: «Via i fanghi dai depuratori»

Decine di segnalazioni, a Lido come a Viareggio, per il cattivo odore La richiesta a Gaia di un incontro urgente e la segnalazione alla Prefettura





L’odore che i cittadini definiscono “di bottino” si è aggiunto a quelli che già attraversano Viareggio e Lido ed hanno segnato l’intero agosto: «Da giorni sto ricevendo segnalazioni diffuse dalle zone degli impianti di depurazione che stanno diffondendo cattivi odori», scrive oggi il sindaco Alessandro Del Dotto. Impianti di depurazione gestiti da Gaia che, in tutta la Versilia come in tutta la Toscana, hanno dovuto affrontare lo stop all’utilizzo in agricoltura sui campi della Lombardia dove venivano inviati. Così, da inizio estate, Gaia provvede ad essiccare i fanghi di supero dei depuratori nell’area stessa degli impianti, per poi inviarli in discarica come da ordinanza del presidente della Regione Toscana.

«Sono preoccupato, molto preoccupato», è la presa di posizione del primo cittadino di Camaiore che ha scritto a Gaia e alla Regione. «Alle Istituzioni, in primis alla Regione, chiedo di fare più che velocemente», continua Del Dotto: «Non è possibile aspettare mesi e nemmeno poche settimane. Le istituzioni competenti - ivi compresa la Prefettura - devono riflettere sull'opportunità e il bisogno estremo di stoccare i fanghi non nelle resedi degli impianti ove sono prodotti, bensì altrove, con i processi tecnici e i procedimenti amministrativi svolti in somma urgenza per tutelare aria, ambiente, salute e funzionalità del servizio. Gaia deve convocare i Comuni ed illustrare fedelmente ed esattamente lo stato della situazione. Camaiore è pronta a fare pressione affinché le Istituzioni competenti lavorino instancabilmente giorno e notte, senza ferie, nella soluzione di un problema serio e di prioritaria risoluzione». Un punto, quello dell’informazione sull’emergenza che si è venuta a creare, che dal versante della circolazione delle informazioni ha lasciato davvero a desiderare, sia verso i Comuni che verso i cittadini. Pur essendo Gaia azienda interamente pubblica.

La preoccupazione espressa da Del Dotto è molteplice: «La vicenda pone principi devastanti nel sistema di smaltimento in generale. L'assenza di attenzione da parte delle Istituzioni romane mi pare assordante. In questo quadro, grave e diffuso peraltro su tutto il territorio nazionale, è evidente che la Regione Toscana non basti. Sono preoccupato perché alcuni degli impianti di Camaiore e molti anche degli altri in Versilia si trovano in prossimità di zone abitate, che a seconda del vento, del meteo e delle temperature sentono in modo forte le flatulenze emesse dalle vasche. Guardo con attenzione alle segnalazioni che arrivano ed è necessario che Arpat faccia altrettanto. Preoccupato anche perché siamo zona di turismo e se già abbiamo lavorato e lavoriamo per risolvere le annose questioni ambientali, questa lunga attesa sulla gestione dei fanghi sta originando un problema che potrebbe essere fonte non di semplice disagio, ma di un vero e proprio nuovo capitolo di problemi ambientali. —