Strage di Viareggio, nono anniversario. I familiari: "State con noi"

In corteo per l'anniversario della strage di Viareggio

Il 29 giugno la ricorrenza con il corteo serale ed associazioni e comitati in arrivo da tutta Italia

VIAREGGIO. Parole semplici per raccontare un’impresa grande, quella di essere ancora in strada, nove anni dopo il disastro ferroviario del 29 giugno 2009, le sue 32 vittime, i suoi 23 condannati in primo grado: «Sono orgogliosa di essere insieme a queste persone che hanno subìto una tragedia di quelle dimensioni ed hanno la volontà ed il coraggio di fare una battaglia legale perché tragedie simili non si ripetano mai più». È la voce di Elisabetta Bellotti, presidente degli albergatori viareggini, i quali hanno messo a disposizione alcune camere per i rappresentanti di associazioni e comitati delle troppe tragedie italiane che l’uomo poteva evitare. Saranno a Viareggio il 29, per l’incontro del pomeriggio alle 16 (in Municipio ma la sede potrebbe essere spostata alla Croce Verde data la grande partecipazione attesa) che vedrà la presenza dell’ex magistrato Libero Mancuso e del collega, tutt’oggi in attività, Claudio di Ruzza, il quale stato Procuratore generale del processo d’appello per il crollo della scuola nel terremoto di San Giuliano di Puglia, riuscendo ad ottenere la condanna dei responsabili poi confermata in Cassazione.

Parteciperanno all’appuntamento i comitati che in Italia si battono contro l’inquinamento e le morti da amianto, il comitato livornese “Moby Prince 140”, i rappresentanti di associazioni e comitati de L’Aquila che chiedono giustizia per gli affari sporchi in edilizia che tanti morti hanno causato in occasione del terremoto del 2009, i familiari delle vittime della tragedia dell’hotel di Rigopiano (gennaio 2017) e quelli di altri disastri ferroviari recenti (Andria e Corato in Puglia, Pioltello in Lombardia). Come anche l’anno scorso non mancherà Adele Chiello, madre di Giuseppe Tusa, una delle 9 vittime nel crollo della torre pilota a Genova (2013) che con determinazione e coraggio ha fatto sì che fosse aperta una seconda inchiesta.

Tutte vicende – ha sottolineato Marco Piagentini, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per riunire i familiari delle 32 vittime del disastro ferroviario di Viareggio – «che hanno un’unica origine: il mettere al centro il profitto invece che la difesa della vita umana. Perché la sicurezza è ancora oggi l’ultima ruota del carro».

Il 13 novembre prossimo inizia il processo d’appello alla sentenza di primo grado con la quale i giudici del Tribunale di Lucca (Gerardo Boragine, presidente del Collegio, con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marini) hanno condannato 23 persone, e tra questi i vertici delle aziende del gruppo Ferrovie all’epoca dei fatti: Mauro Moretti, Michele Mario Elia e Vincenzo Soprano mandati a giudizio dopo tre anni di dettagliatissime indagini della Procura di Lucca (pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino).

«L’invito è state ancora con noi», continua Piagentini nel presentare gli appuntamenti in occasione del prossimo anniversario. Non solo al corteo della giornata dell’anniversario, ma anche alla vigilia, quando alla Croce Verde (ore 17) si terrà il confronto dal titolo “2009-2018 Quale sicurezza sui binari dopo la strage di Viareggio”, con la partecipazione dell’ingegnere Maurizio Orsini che in aula al processo ha dimostrato, simulazioni alla mano, cosa sarebbe accaduto alla città di Viareggio se anche un’altra sola cisterna carica di gpl – delle 14 che componevano il treno deragliato – si fosse squarciata. Con lui, gli avvocati Tiziano Nicoletti e Gabriele Dalle Luche, per tornare a conoscere la sentenza di primo grado, «un vero e proprio manuale di sicurezza ferroviaria», come ripete spesso Nicoletti.

Si chiude il 29, con il corteo serale per le strade di Viareggio, il Mese della memoria. Ma non si ferma l’attività dei familiari delle vittime del disastro ferroviario che hanno già “sollecitato il nuovo ministro dei trasporti a ripartire, sul tema della sicurezza lungo i binari d’Italia», dalle motivazioni della sentenza del Tribunale di Lucca. «Abbiamo invitato per il 29 i ministri della giustizia, dei trasporti, dell’interno ed il presidente del consiglio. Al momento non abbiamo risposte», ha sottolineato Piagentini nel presentare le iniziative del 28 e 29 giugno.
Un nono anniversario che «sarà dedicato ad Ivana (Bonetti, ndr)”, la moglie di Silvano Falorni, il quale nel disastro ferroviario ha perso fratello e cognata. Ivana Bonetti, come Mario Orsi (perse moglie e figlia) che non ci sono più «ma sono sempre con noi come sempre lo sono stati da vivi», ricorda Daniela Rombi, vice presidente de “Il mondo che vorrei”. Così come al fianco dei familiari delle vittime della strage di Viareggio sono stati, fin dall’inizio, i ferrovieri: «Chi è licenziato perché denuncia mancanza nei luoghi di lavoro in Ferrovie deve essere reintegrato», sono le parole di Rombi alla presenza di Riccardo Antonini, esponente di Assemblea 29 giugno e ferroviere licenziato con la contestazione di aver fatto da consulente, gratuitamente, dei familiari di una vittima.
«Il tempo è il nostro nemico. Ma noi ci saremo», è il messaggio forte che arriva da Viareggio. E ci sarà anche la città, il 29 sera. Come quella notte di fuoco e morte.