Migliaia di chiodi per ricordare la piccola Anna

Ne verrà piantato uno per ogni giorno non vissuto dalla neonata vittima della strage di Sant’Anna 

SANT’ANNA. 26. 634 chiodi, uno per ogni giorno che Anna Pardini avrebbe vissuto (fino a ieri) se non fosse stata massacrata dai nazisti il 12 agosto del 1944. Aveva solo 20 giorni, quel giorno, e ieri sarebbero stati 26.654. Quei chiodi, a forma di cardo, verranno installati per chilometri lungo la mulattiera che da Sant’Anna porta a Valdicastello. Giorno dopo giorno. Persona dopo persona. Un’installazione senza fine e senza tempo, con più mani che batteranno quel martello di dolore sopra la terra, ideata dall’artista Gianni Moretti in occasione del 73° anniversario della Liberazione. “Anna-Monumento dell’attenzione”: così si chiama l’installazione ambientale e ieri sono stati installati dai superstiti (Enrico Pieri, Siria Pardini, Adele Pardini, Romano Berretti, Lidia Berretti, Mario Ulivi) e dai familiari i primi chiodi lungo il percorso. Poi chiunque potrà installare un chiodo nel corso dei giorni, dei mesi e degli anni (con modalità che museo della Resistenza e Comune di Stazzema stanno ancora definendo). Il progetto, sostenuto dalla Soprintendenza di Lucca.

Ma l’installazione è stata solo una parte della giornata che ha preso vita ieri a Sant’Anna. È stata deposta anche una corona d’alloro al cippo sulla piazza della chiesa, dove furono trucidate centinaia di persone, donne e bambini inermi e don Innocenzo Lazzeri. Sul cubo di marmo, le parole di Leone Sbrana “Come Marzabotto, Come Lidice, Come Oradour” legano Sant’Anna alle stragi contro i civili in Italia e in Europa.


Davanti al museo è stato ricordato Moreno Costa, partigiano combattente nella Bandelloni, sminatore dopo la guerra, morto lo scorso primo aprile a 92 anni. Grande il suo impegno per la memoria: per 31 anni ha accompagnato i ragazzi delle scuole medie della Versilia in vista a Mauthausen e ai Campi di concentramento. Il professor Francesco Morabito ha ricordato Moreno a nome dell’Anpi Gino Lombardi di Pietrasanta.

Il Cro Darsene di Viareggio ha aderito all’Anagrafe antifascista direttamente dalla postazione allestita all’interno del Museo. Nella sala Balducci le celebrazioni sono proseguite con due iniziative culturali: la presentazione del progetto “Anna-Monumento all’attenzione”, descritto da Gianni Moretti e dal Soprintendente Ficacci e la proiezione di “Scalpiccii sotto i platani” di Elisabetta Salvatori, alla presenza dell’autrice. Presente anche Eugenio Giani, presidente del consiglio della Regione Toscana. «Abbiamo bisogno non di una memoria pacificata che metta tutti sullo stesso piano, carnefici e vittime, ma di una memoria partecipata dalle diverse generazioni per riappropriarci della nostra storia comune», dice il sindaco Maurizio Verona.