Nel Parco sempre più lupi e spuntano anche i cervi

Cresce la fauna sulle Apuane con mufloni, caprioli, cinghiali e aquile reali che viene monitorata anche con fototrappole dai guardaparco

STAZZEMA. Fiabesco e in equilibrio con la natura. Il Parco delle Alpi Apuane è sempre più un habitat prospero di specie animali affascinanti. Il lupo, il capriolo, cinque coppie di aquila reale, e adesso - anche sul lato versiliese dell’area protetta – si è insediato il cervo. Tanti esemplari di animali diversi - non facili da avvistare – che convivono in un rapporto preda-predatore che si bilancia in autonomia. Tutto ciò arricchisce un patrimonio naturalistico troppo spesso messo in ombra dalle discussioni sulle cave.

È il lupo il protagonista di questo decennio, di cui si è detto di tutto e di più: c’è a chi piace e a chi continua a far paura, perché è associato alla fame vorace e insaziabile. Ma in realtà è un animale intrigante per il suo carattere indomito.

I guardaparco del Parco delle Apuane ipotizzano che nella parte nord si sia insediato un quarto branco. Sta piano piano occupando tutte le aree disponibili, e in cui ci sono le prede. «Attraverso il wolf-howling (una tecnica di richiamo) abbiamo contattato tutti e tre i branchi confermando le ricerche precedenti – spiega il guardaparco Fabio Viviani – inoltre è presumibile che se ne sia formato un quarto nella parte nord delle Apuane, dove abbiamo indagato meno». Si sta espandendo? «La biologia del lupo è tipica: fanno da due a sei cuccioli e li allevano per il primo anno. Poi vengono allontanati e vanno in cerca di altri territori liberi. È presumibile un lieve aumento, anche fisiologico, perché stanno occupando gli ambienti disponibili in relazione ai branchi fissi di prede».

A quanto pare queste ultime infatti non mancano. Il Parco a settembre e ottobre ha eseguito il conteggio dei caprioli e dei mufloni. Così come i cinghiali, il riscontro è stato che sono tutte specie le cui popolazioni sono piuttosto stabili.

Forse l’unico ad aver sofferto l’arrivo del lupo – ma solo all’inizio – è stato il muflone, che poi ha imparato a difendersi rimanendo sulle creste rocciose delle Apuane. «Una specie che sicuramente è in aumento è il cervo – prosegue Fabio Viviani - intorno al monte Pisanino c’è da molto un bel gruppo che si riesce a vedere sul tramonto e all’alba, i momenti migliori. È ben insediato anche su Vagli e Careggine, e ultimamente qualche esemplare è stato avvistato sul versante della Pania. Il cervo, soprattutto gli adulti, sono difficilmente predati dai lupi».

L’attività di monitoraggio del Parco sugli ungulati e sul lupo si svolge tutto l’anno, anche attraverso le fototrappole, e con le uscite a campione tramite avvistamenti o ritrovamenti di segni di presenza. Il cervo era dagli anni settanta, ma quasi sicuramente anche per tutto il novecento, assente dalle Apuane, in base alla ricostruzione del Parco.

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