Le imprese plaudono al progetto dell’Asse «Ora si faccia presto»

La nuova viabilità a sud dello stadio dei Pini convince «Opportunità di sviluppo e basso impatto sull’ambiente» 

VIAREGGIO. Il progetto del nuovo Asse del porto a sud dello stadio dei Pini piace alle imprese. Il primo check-point che il Comune ha messo sul percorso che porta a una soluzione definitiva della viabilità della Darsena è stato passato: i commenti sono positivi. Soprattutto sulla questione che è più delicata, e cioè l’impatto ambientale di un’opera che andrà a toccare la pineta di Levante. Giovedì 9 novembre ci sarà il confronto con i cittadini.

Ieri in municipio, all’incontro con il vicesindaco Valter Alberici, l’assessore all’urbanistica Federico Pierucci, i consiglieri Marinella Spagnoli e Riccardo Pieraccini e i tecnici comunali dell’ufficio urbanistica erano presenti i rappresentanti di Cna (Marco Magnani), dei Cantieri di Pisa Porta a Mare ed Econavi (Ugo Iacometti), di Confindustria (Maurizio Magni) e Confartigianato (Michela Fucile), Federalberghi (Elisabetta Bellotti), Asshotel Versilia (Maria Rosaria Francavilla), e l’Associazione balneari (Pietro Guardi).

Il progetto del Comune prevede quattro moduli che vanno dai cantieri di Bicchio, all’impatto sui quartieri, l’area della pineta fra parco cittadino e parco di Migliarino San Rossore e infine il porto. Il primo modulo – si legge in una nota dell’amministrazione – riguarda i cantieri: «Di fatto il tratto è già realizzato e va dallo svincolo Anas a Bicchio fino alla rotatoria in via Nicola Pisano. Ovviamente l’esistente andrà armonizzato al nuovo progetto. Il secondo modulo è la zona residenziale, con l’attraversamento dell’ex Campo d’Aviazione, da via Nicola Pisano a via Indipendenza. L’area Fervet verrà tagliata in tangenza alle abitazioni lato Darsena. Qui la strada dovrà avere le caratteristiche di un viale urbano con controviale, quindi un’area a verde di comporto tra le case e parcheggi, e una pista ciclabile. Saranno previsti accessi alla viabilità esistente, in modo da migliorare in traffico del quartiere».

Il terzo modulo è il tratto da via Indipendenza fino a via Menini ed è quello che riguarda la pineta. «Qui il modulo stradale dovrà avere i connotati di una strada da parco – spiega il Comune – quindi con tutte le accortezze necessarie anche dal punto di vista di utilizzo dei materiali: staccionate di legno, asfalto fonoassorbente e drenante, illuminazione soft e traffico regolato (pilomat). Non si parla di un rettilineo: sostanzialmente seguirà la linea dello stradello esistente adiacente allo stadio dei Pini e si raccorderà sull’intersezione di via Menini e via Salvatori di fronte al parco di via Amendola. Anche la sezione della carreggiata cambia a seconda del modulo: nel tratto che attraversa il parco avrà una larghezza di circa 8-9 metri, ai quali vanno aggiunti i marciapiedi e la pista ciclabile, per un totale di 15 metri di sezione. Il tutto per garantire le ampiezze necessarie per il passaggio di scafi di grandi dimensioni, senza però perdere l’occasione per realizzare una viabilità sostenibile». Il quarto modulo è la viabilità del porto, «già esistente ma da riqualificare. Sono previste, inoltre, due rotatorie: una nell’area ex Fervet, l’altra in via Salvatori, entrambe sormontabili, quindi senza scalini, e con un aspetto architettonico decorativo particolare. Nel tratto che arriva al porto ci sarà la ciclabile che arriva al mare».

«Siamo sempre stati dell’idea di far passare l’Asse a sud dello stadio – afferma Andrea Giannecchini di Cna – quindi non possiamo che apprezzare questa scelta dell’amministrazione. Tra l’altro con il minor impatto possibile sull’ambiente. Adesso bisogna accelerare il più possibile l’iter, a partire dai primi finanziamenti che il Comune conta di avere dalla Regione già nel 2018». Così Michele Fucile di Confartigianato: «Abbiamo apprezzato il progetto di un’arteria viaria fondamenta, un veicolo di opportunità di lavoro e un assetto più consono dei quartieri coinvolti». Secondo Mery Francavilla di Assohotel «la viabilità prevista è comoda per gli spostamenti su strada degli yacht. In generale è un progetto che può alleggerire il carico del traffico della Darsena e può dare una buona spinta economica a Bicchio che è rimasto sempre un po’ escluso dal lavoro del porto. Inoltre – conclude – può rilanciare gli impianti sportivi e garantire un deflusso più facile d’estate dal mare all’autostrada».

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