Adolfo Lippi disvela l’anima di Viareggio

In 245 pagine il giornalista e regista televisivo racconta la storia, le storie, i personaggi e il carattere della sua città

Si presenta come un libro di ritratti, dedicato a sette personaggi illustri, in realtà è un affresco minuzioso, appassionato, sublime di una città. “I viareggini” è un testo profondo, divertente, ricco di idee e suggestioni come chi l’ha scritto, il giornalista – firma preziosa di questo giornale – regista e autore televisivo Adolfo Lippi.



Per chi vuole scoprire o conoscere davvero Viareggio è una lettura imperdibile: non solo per le vicende e i personaggi che narra, ma anche e soprattutto per il tema fondamentale che fa da trait d’union alle 245 pagine di questo volume edito da Maschietto Editore: la viaregginità, ovvero il carattere, lo spirito, l’anima di questa città straordinaria e dei suoi abitanti.

Cosa è la viaregginità? Per spiegarne il significato e i tratti distintivi, l’autore prende per mano il lettore e lo accompagna in un percorso intellettuale e sentimentale tanto leggiadro e divertente quanto denso di riferimenti dotti e filosofici. La maestria di Lippi sta proprio in questo: nella leggerezza di una prosa colorata e fluente con cui tratta materie toste, come la storia e l’identità culturale di un territorio. Un lavoro da antropologo, da studioso di nouvelle histoire, regalato al lettore con la capacità comunicativa del grande cronista, dell’osservatore curioso e arguto, del testimone attento e protagonista al tempo stesso.

«La viaregginità – spiega Lippi – è una robusta, vera appartenenza territoriale e mentale, sanguigna, che connette uomini e famiglie, operai e artisti, borghesi e preti, puttane e bottegai, in un affresco dipinto, strato su strato, nel corso di oltre quattrocento anni: un affresco che ha offerto volti e tinte alle intense pagine di Mario Tobino come quelle di Sulla spiaggia e al di là del molo ma che potrebbe anche ricordare i paradisi balneari o la Normandia dei primi del Novecento che Marcel Proust raccontò».

Dalla viaregginità al viareggino, il passo è consequenziale. “Viareggino” diventa così «uno stile rude, franco, essenziale, sbrigativo» e «un tono che accompagna piaceri e lutti, che nasconde sotto la maschera di un Carnevale notissimo le proprie miserie».

Alle fondamenta di questo carattere ci stanno le origini di molti dei 350 abitanti che nel 1701, quando Viareggio diventò comune della Repubblica di Lucca, formavano questa comunità: «galeotti o furfanti, dediti al brigantaggio, bracconieri, spericolati pescatori e poi marinai eccellentissimi e bestemmiatori sempre». E proprio da queste radici confuse, né barbare né medievali né classiche, viene fuori quel mix di religiosità e libertarismo smodato che è un po’ la matassa – il paradigma – di ogni carnevale.

Impossibile non restare affascinati da una città che si esprime così, impossibile non amarla. Per chi è viareggino, poi, la bellezza del paesaggio, il mare, quell’orizzonte sempre aperto segnano un destino, la vocazione alla libertà.

Ne “I viareggini” Adolfo Lippi attraversa quattro secoli di storia, raccontandone gli eventi principali, i protagonisti, gli amori, gli intrighi, le opere d’arte, le mode: dai rapporti sempre tormentati con Lucca a quelli con il Bonapartismo, dall’impronta della massoneria alle faide familiari, da Maria Luisa di Borbone a Paolina Bonaparte, dai poeti inglesi a Gabriele D’Annunzio, dalla Belle Époque alle tragedie del Novecento, dalle “giornate rosse” all’eccidio della vicina Sant’Anna, e poi la ricostruzione, i favolosi anni sessanta, l’assalto alla Bussola, il caso Lavorini, la crisi attuale.

C’è infine il ritratto di sette viareggini particolarmente importanti, anche e proprio per la viaregginità che hanno saputo esprimere: il “viareggino-lucchese” Giacomo Puccini, il poeta Luca Ghiselli, i pittori Lorenzo Viani, Mario Marcucci, Mario Francesconi, gli scrittori Mario Tobino e Cesare Garboli.

In questo libro, come in un cacciucco delizioso, c’è tutta Viareggio: la sua storia, le storie che l’hanno reso famosa, i personaggi che qui sono nati o hanno lasciato un segno indelebile, e poi una miriade di aneddoti, dettagli, curiosità che si nascondono dietro le strade, le ville, gli scorci. Un racconto ammaliante, perfetto per capire l’anima più profonda di Viareggio, quella di ieri e quella di oggi.