Trecento sfilano in piazza a Massarosa: «No violenza, più sicurezza»

Il corteo ha attraversato via Cenami per raggiungere il municipio chiuso. I manifestanti hanno lasciato in una scatola le richieste all’amministrazione

MASSAROSA. Quello che è rimasto alla fine della manifestazione è una scatola da scarpe colorata con il tricolore italiano. All’interno ci sono tutte le richieste che i manifestanti fanno all’amministrazione. In due parole si può riassumere in “più sicurezza”. Nel corteo che ha attraversato la via Cenami nel piccolo centro storico di Massarosa hanno sfilato molti cittadini, circa trecento, e alcuni rappresentanti delle forze politiche di destra e centrodestra. La molla da cui è scaturito tutto è un grave fatto di cronaca: una ragazza minorenne che è stata violentata da alcuni extracomunitari irregolari che vivevano in una casa regolarmente affittata. Ma di questo episodio si fa menzione di sfuggita: il punto centrale è la sicurezza, l’idea che non si possa uscire di casa perché le strade sono un luogo pieno di insidie e di malviventi.

I manifestanti chiedono presidi, più forze di polizia in luoghi specifici del Comune.

Malgrado si ripeta sin dall’inizio che la manifestazione non è politica, presenziare era un fatto anche ideologico: esserci per protestare significava contestare il sistema dei richiedenti asilo. E poco importa se gli autori dell’orribile gesto siano stati immigrati irregolari che nulla hanno a che fare con chi chiede lo stato di rifugiato. E la violenza, quella perpetrata dagli aguzzini della minorenne, si amplifica e si moltiplica nei passi di coloro che hanno voluto cavalcare la protesta. Il corteo è stato il carro su cui Lega e Fratelli d’Italia sono saliti per ribadire il loro no agli immigrati.

Alle nove di ieri sera all’ombra della chiesa, in piazza del mercato, si sono radunate le 300 persone. C’erano solo bandiere italiane, nessun logo di partito, ma tra i primi ad arrivare c’era stata Elisa Montemagni, consigliera regionale della Lega. Dopo di lei il consigliere comunale di Viareggio, Massimiliano Baldini e il consigliere comunale di Massarosa Alberto Coluccini. E poi Casa Pound nella sua formazione versiliese di Magnitudo Versilia con le magliette che inneggiavano alla diversità «quanto è banale il vostro mondo dell’uguale». Con loro anche il candidato lucchese del partito della tartaruga, Fabio Barsanti. Infine si è unita anche l’assessora di Pietrasanta, Lora Santini.

Il corteo ha attraversato le strade deserte e semibuie passando accanto alla casa della Chiesa dove sono ospitati alcuni richiedenti asilo. «Più sicurezza», «I clandestini non li vogliamo», «Non toccate le nostre donne», gli slogan urlati nel megafono. Dalla pancia del corteo sono saliti anche commenti xenofobi di stampo neonazista. Infine con le facce sudate per il caldo, il gruppo si è diretto davanti al municipio chiuso e ha lasciato striscioni, scatola delle richieste e ha intonato l’inno di Mameli.

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