Eternit e vernici gettati sulle sponde del Versilia

L’allarme è scattato all’altezza del ponte di Pescarella a Vallecchia  Esposto in procura dell’associazione Fare Verde, oggi l’intervento del Comune

PIETRASANTA. Medicinali scaduti, eternit, vernici, lamiere, gomme di auto, plastica. Il tratto di terra che lambisce il fiume Versilia sotto il ponte di Pescarella, a Vallecchia, è invaso da rifiuti «altamente pericolosi. Siamo sconcertati: abbiamo avvisato sia la Polizia municipale di Pietrasanta che quella di Seravezza – le sponde del fiume toccano i due comuni, ndr – per quanto ci riguarda faremo un esposto alla Procura. Siamo fortemente preoccupati da quanto abbiamo rinvenuto» fa sapere Anna Silvestro, commissario del gruppo Fare Verde Versilia, associazione che si impegna per la tutela ambientale del territorio. Ed è stato proprio un volontario, nonché responsabile del tesseramento della stessa associazione Claudio Benassi, a individuare, due giorni, fa, i rifiuti in questione.

«Risalendo il corso del fiume Versilia mi sono imbattuto in tutto questo materiale: siamo di fronte a tonnellate di rifiuti che, in caso di pioggia, rischiano di contaminare, a nostro avviso, le acque. Pezzi di eternit, medicinale abbandonati alla luce del sole, lamiere, cartacce, sacchi stracolmi di spazzatura di vario genere. Evidentemente qualcuno, di certo non negli ultimi giorni, dal ponte di Vallecchia, ha gettato di tutto nell’area sottostante: è una sorta di discarica a due passi dal fiume. Vorrei fare notare – continua Benassi – che anche oggi – ieri per chi legge, ndr – nel Versilia, a pochi metri da questo pattumiera, c’erano dei ragazzini che facevano il bagno. Per questo motivo abbiamo allertato chi di dovere e chiesto l’intervento urgente della polizia municipale».

Una squadra di volontari, quella composta da Anna Silvestro, Claudio Benassi, Silvano Gianfranceschi e Paolo Forli, ha scattato tutta una serie di foto e video: inoltrerà i documenti visivi, come detto, alla Procura. «Non è nostro compito – continua Silvestro – dire se vada vietata o meno la balneazione in zona: ognuno ha il suo ruolo, , ma la problematica è reale e noi l’abbiamo evidenziata perché riteniamo che ci siano dei seri pericoli. I vigili di Seravezza, una volta arrivati, accompagnati dall’assessore Dino Vené, si sono potuti rendere conto della situazione (oggi, fanno sapere da Seravezza, gli operai del Comune ripuliranno la zona, ndr). A nostro avviso, come detto, urgono provvedimenti: quanto sta emergendo deve essere oggetto di valutazione da parte di tutti gli organi di controllo preposti. È ovvio poi che bisogna risalire anche ai responsabili di questo scempio e ci penserà chi di dovere, ma in questa fase – continua Silvestro – la priorità è la ripulitura di tutta la sede e la sua messa in sicurezza. Così come sarebbe auspicabile l’installazione di telecamere di sorveglianza come deterrente nei confronti di chi non ha alcuna cura per l’ambiente, anzi si comporta in modo scriteriato mettendo a rischio aree frequentate anche da bambini».

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