La giovane violentata è stata narcotizzata

Ieri il Tribunale di Lucca ha convalidato l’arresto di uno degli stupratori che rimane in carcere a San Giorgio

VIAREGGIO. I violentatori della adolescente ospite di una casa famiglia potrebbero avere utilizzato qualcosa per addormentarla prima di abusare di lei in due, all’interno di un’abitazione nella quale si trovavano cinque uomini. È quanto emerge nel giorno in cui il giudice del Tribunale di Lucca ha convalidato l’arresto dell’uomo che i carabinieri hanno fermato quasi nell’immediatezza dei fatti. Si tratta di Mohamed Jarmouni, 34 anni, cittadino del Marocco, nullafacente, incensurato, sprovvisto di titolo di soggiorno, e senza fissa dimora. Tutti senza permesso di soggiorno anche gli altri uomini presenti nell’abitazione al momento della violenza sulla giovanissima: nonostante la posizione irregolare sul territorio italiani, gli stessi avevano trovato una abitazione in Versilia.



L’uomo resta in carcere a San Giorgio, così ha disposto il Tribunale, in attesa dei prossimi passaggi della vicenda giudiziaria dai contorni terribili per la ragazzina che l’ha subita. E che, affidata ad una casa famiglia della Versilia, non sarebbe rientrata nella struttura dopo aver superato l’orario serale di ingresso. Starà alle indagini valutare se vi siano o meno responsabilità, nella vicenda, anche nella direzione della casa famiglia dove l’adolescente era stata collocata per decisione dei servizi sociali del Comune di residenza, servizio al quale la ragazza era affidata.

Una volta in ospedale - dove i medici del Pronto soccorso hanno accertato le lesioni da violenza sessuale - l’adolescente ha raccontato di essersi addormentata dopo essere salita a bordo dell’auto che transitiva e che era guidata da un uomo che conosceva. Una volta fatta scendere e condotta nell’abitazione all’interno delle quale la violenza si è consumata, la ragazzina si è di nuovo addormentata. Questo fa pensare che i suoi aguzzini abbiano utilizzato una qualche sostanza per narcotizzarla.

Secondo le prime ricostruzioni dei fatti, a commettere lo stupro sarebbero stati in due: l’arrestato ed un complice al quale i carabinieri della Compagnia di Viareggio, comandata dal maggiore Massimo Amato, stanno dando la caccia.

Intanto, la famiglia della giovanissima è ben decisa a dare battaglia per ottenere giustizia. Tra accettare un passaggio in auto e ritrovarsi stuprare, infatti - è sempre bene ricordarlo - c’è un abisso. Un abisso di orrore.

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