A violentare l'adolescente sono stati in due

I carabinieri danno la caccia a un secondo straniero, anche lui avrebbe abusato della ragazzina

VIAREGGIO. È caccia al complice, nel caso della adolescente violentata in Versilia nella notte tra mercoledì e giovedì. Nella abitazione della collina dove la violenza si è consumata vivevano in cinque, tutti nordafricani e tutti senza permesso di soggiorno. Secondo le prime indiscrezioni ad avere abusato della ragazzina sarebbero stati in due: lo straniero arrestato, un uomo sui 35 anni, ed un connazionale più giovane. Rimane da capire l’eventuale ruolo degli altri: se abbiamo partecipato, anche solo a tenere ferma la giovanissima, oppure se si siano limitati a chiudere gli occhi di fronte all’orrore che si andava consumando in quella casa, evidentemente fin lì sfuggita a qualsiasi controllo del territorio.

Il trentacinquenne è stato arrestato subito dai carabinieri, dopo che la vittima ha raccontato tutto alla madre e la donna ha provveduto ad accompagnarla subito in ospedale. A ieri si attendeva ancora l’udienza di convalida dell’arresto davanti al giudice delle indagini preliminari che, per tenerla, ha fino a 48 ore di tempo dal momento in cui scatta il provvedimento restrittivo.



Per il complice, invece, le ricerche dei carabinieri sono serrate. Mentre la ragazza è stata messa al sicuro, lontano dai suoi violentatori, ed in condizioni da non poter più essere avvicinata da chiunque avesse rapporti con loro.

Gli esami medici al Pronto soccorso Versilia hanno confermato la violenza, così come lo hanno fatto i lividi che l’adolescente aveva addosso. Lividi che hanno fatto rabbrividire chiunque sia venuto in contatto con lei dopo la violenza che ha subito.

Una vicenda che ha fatto molto scalpore, perché non è difficile che i giovanissimi vengano in contatto con chi si propone come amico per poi rivelarsi, invece, un aguzzino. Ancora di più in casi in cui le vite personali di chi è di per se’ più fragile per età abbiano già conosciuto le prime difficoltà.

Adesso la vicenda è nelle mani della giustizia. Che ha il compito primo di punire, con la consapevolezza che solo la pena adeguata e certa sarà lo squarcio di luce nel buio in cui una ragazzina è precipitata. Lo squarcio di luce che potrà guidare lungo la faticosa risalita.

Donatella Francesconi