Viareggio, "Dall’incontro col pitbull mia figlia non dorme"

Parla la padrona della cagnolina sbranata in via de’ Peecchi. «Non vogliamo demonizzare il cane, questa è colpa solo dei padroni»

VIAREGGIO. Ha rivissuto quei momenti concitati almeno un centinaio di volte nella sua testa, tanto che di notte fa fatica a prendere sonno e si sveglia presto. E ieri pomeriggio la bimba che ha visto un pitbull sbranare il suo cagnolino, la piccola Candy di appena due anni, ha dovuto raccontare di nuovo tutto davanti alla polizia municipale che l’ha chiamata insieme al padre e la madre per redigere il verbale di quanto accaduto mercoledì scorso.

«Mia figlia la notte si sveglia - racconta Carla Bernabei all’uscita dal Comando dei vigili - Non siamo qui per demonizzare quel povero animale che ha sbranato la nostra Candy e non vogliamo neanche che finisca in qualche canile o in una struttura dove starà sicuramente peggio. Vogliamo solo che i suoi padroni lo mettano in condizione di non nuocere ad altri animali e alle persone e che non torni più al parco».


L’episodio è accaduto nel parco pubblico di via de’ Peechi al Varignano: una passeggiata che si è trasformata in un inferno perché Candy, quattro chili e mezzo di pelo, non è tornata viva a casa.

«Da qualche mese - racconta Bernabei - c’è questo cane nel quartiere che incute timore e in più di un’occasione, incrociandolo, abbiamo dovuto cambiare strada. L’altro giorno però non c’è stato niente da fare: ha aggredito due volte. Prima ha azzannato Candy, quando poi mia figlia le ha dato un calcio sul muso e gliel’ha tolta dalla bocca, il cane le è saltato addosso facendola cadere».

"Tutti hanno paura di quel pittbull, poteva sbranare mia figlia"

Nell’ansia del momento la bambina ha avuto anche la prontezza di riflessi di strappare Candy dalle fauci del suo aggressore ed è proprio in quel momento che si è ferita a una mano contro un dente del pitbull. È andata al pronto soccorso ma se l’è cavata con un cerotto. Ma per Candy comunque non c’è stato niente da fare: è morta davanti agli occhi della sua padroncina. I vigili dovranno ricostruire la dinamica esatta: da una parte la famiglia della cagnolina morta continua a sostenere che la bimba si è vista arrivare addosso il pitbull, completamente sciolto e con la museruola che gli penzolava all’altezza della gola, dall’altra alcuni testimoni hanno raccontato che l’animale è sempre rimasto al guinzaglio del padrone che evidentemente non è riuscito a trattenerlo, tanto che gli sarebbe anche montato sopra per fermarlo.

«Voglio che quel cane non vada più in quel parco perché è pericoloso - dice Bernabei - nei mesi scorsi ci sono stati altri problemi: una volta l’ho incontrato e la padrona mi aveva consigliato di tenere Candy legats perché il suo era già su due zampe e stava per attaccare. Un’altra volta - proseguono nel racconto - un signore è stato morso sempre dallo stesso cane ma l’uomo aveva deciso di non sporgere denuncia. Noi però contatteremo sia la famiglia dell’altro cane sia il nostro avvocato perché vogliamo andare fino in fondo a questa storia. Questo non significa che ci dovranno essere ritorsioni sull’animale. Il problema non è il cane ma chi lo educa e lo cresce».