Il cinema indonesiano in Italia: primo ciak in Versilia

Il regista Hanung Bramantyo

Un debutto, quello che si cela dietro al lungometraggio “The Gift”, particolarmente atteso. Dal 12 giugno

PIETRASANTA. Il cinema indonesiano sbarca in Italia e il primo ciak sarà in Versilia. Un debutto, quello che si cela dietro al lungometraggio “The Gift”, particolarmente atteso, vuoi perché l’Indonesia è una nazione in significativa espansione economica e vuoi ancora perché il ritorno d’immagine per la zona, su un mercato turistico ancora tutto da scoprire, sarà importante. Del resto il regista del film, Hanung Bramantyo, è molto noto in patria, visto che ha all’attivo 50 titoli (molti dei quali campioni di incasso e premiati ai festival più prestigiosi in Giappone, Australia e Singapore). Regista che è stato richiesto dall’ex presidente dell’Inter Erik Thohir per la regia della propria casa di produzione cinematografica, che se lo è a lungo conteso col colosso Md Corp, matrice di quasi il 70% della programmazione tv nazionale.

Hanung Bramantyo, nei mesi scorsi ha visitato la Toscana, ma soprattutto la Versilia, alla ricerca degli esterni ideali da inserire nel film. Seravezza, il centro di Pietrasanta, le cave di Carrara, altre nicchie del litorale e dell’entroterra sarebbero già state individuate come location ideali per la pellicola. «Non è improbabile – fanno sapere i referenti locali della produzione – il ricorso a comparse locali, utili a dare maggiore colore ed ambientazione all’opera. Nei giorni scorsi è arrivata una precisa indicazione sulle uniformi della Polizia municipale in servizio sulle spiagge e sulle divise della Guardia costiera: è possibile che un agente diventi un attore per finire sul grande schermo a 10mila km di distanza dalla Versilia».
La troupe, composta da una ventina di persone, è attesa in zona dal 12 giugno anche se resta da definire la durata del soggiorno legata alle riprese.

Ad avvicinare la realtà indonesiana alla Versilia è stato Jacopo Cappuccio che insieme alla moglie Malina Andryani, dirige il Festival del cinema di Indonesia in cartellone ogni anno a Firenze. «Nonostante, la notorietà dell’Italia e delle sue moltissime località, il sud est asiatico non ha ancora una grande percezione della nostra realtà. A questo si è spesso aggiunta una notevole miopia – fanno sapere sapere Cappuccio e Andryani - che ha portato a perdere moltissime occasioni preziose. Dal primo spettacolo tenutosi a Pietrasanta – durante l’amministrazione Lombardi – nel 2012, siamo riusciti però a fare molta strada. Oggi ci sono diversi registi indonesiani che intendono venire in Toscana e questa è una valida occasione per tutta la nostra zona».