Il bar di Viareggio senza slot approda al Tg1

L’esperienza di Azzurra Cerri che ha sostituito le macchinette con i libri

VIAREGGIO. Due anni e mezzo fa Azzurra Cerri decideva di mettere al bando le slot machine dal suo bar, il “Why Not? Cafè” (via Aurelia Nord, lato mare, di fronte all’Esselunga), sostituendole con una libreria. Non poteva certo immaginare che l’eco mediatica legata a quella scelta si sarebbe propagata nello spazio - interessando tv, radio e giornali di tutta Italia - e nel tempo. Oggi alle 12,30 la ragazza racconterà la sua storia ai microfoni del Tg1, che realizzerà un servizio in onda nei prossimi giorni. L’incontro si svolgerà proprio al “Why Not? Cafè” e sarà aperto al pubblico. «Sono felicissima», si lascia scappare Azzurra. Un’ammissione dietro la quale non si nasconde il desiderio di celebrità, perché la volontà di privarsi delle macchinette è sorta da una spontanea esigenza di «sentire il bar nuovamente mio», e non da complesse logiche di qualsivoglia natura.

«Ai cosiddetti guadagni facili ho rinunciato: ho capito che non portano lontano. Anzi, creano solo problemi». Cerri ha preso una strada e non ha mai smesso di seguirla, con coerenza. Nella tarda mattinata odierna ripercorrerà le tappe del lungo ed estenuante iter che l’ha portata a disfarsi una volta per tutte di quello che considerava un nemico, rimpiazzato con uno spazio dedicato alla lettura, divenuto sempre più ampio. Perché il numero dei libri lasciati da amici, conoscenti o passanti, come una specie di donazione per alimentare l’aurea di positività generata da quel gesto, è cresciuto a dismisura. Tanto che il “Why Not? Cafè” traslocherà. Di una manciata di metri, in un fondo adiacente, più grande. Inaugurazione il primo luglio.

«Così ci sarà l’opportunità di organizzare ancora più eventi, letterali e culturali. E l’angolo libreria sarà il doppio dell’attuale», anticipa Azzurra. Che nel 2015, a Subiaco, aveva ricevimento un prestigioso premio nell’ambito della rassegna “Fieramente Il libro”, mentre lo scorso anno era stata invitata a parlare della sua storia nell’incontro “Azzardopatia: il buco nero del gioco d’azzardo” durante “Tocatì”, Festival internazionale dei giochi in strada a Verona. Per molti, la ragazza è diventata un simbolo nazionale del contrasto alla ludopatia: per il coraggio dimostrato nell’andare controcorrente, nell’anteporre a tutto il resto il benessere della mente (grazie ai libri) e dell’anima (senza la tentazione delle slot).