Apre a Capezzano una casa-museo dedicata a Jackson

Lo scultore americano aveva scelto Camaiore per vivere Il progetto è stato finanziato dall’imprenditore Pardini

CAMAIORE. I meno giovani lo ricordano ancora, a passeggio per Capezzano Pianore, in sella al suo cavallo, con gli stivali di pelle ai piedi e il cappello da cowboy ficcato in testa. I più giovani invece non possono non conoscere il segno artistico indelebile che ha lasciato in paese, l'Indiana, la grande statua che capeggia al centro della piazza davanti la Misericordia.

Harry Jackson - o meglio la sua arte - torna a Camaiore, grazie ad una generosa donazione della Fondazione che porta il suo nome. Il legame tra l'artista americano e Camaiore viene da lontano. Era il 1958 quando per la prima volta Harry Jackson scelse Camaiore, e Capezzano in particolare, come luogo dove vivere e dove dare libero sfogo alla sua arte. Qui aprì una fonderia, realizzò diverse sue opere, qui formò e diede lavoro a diverse persone. E qui, sempre a Camaiore, sono nati i suoi figli, terra che l'artista ha continuato a frequentare fino agli ultimi mesi prima della sua morte, avvenuta nel 2011. Uno dei suoi figli Matthew, proprio ieri è tornato a Camaiore, per ufficializzare l'accordo che lega la sua famiglia con la terra camaiorese. Si tratta di 150 opere, 150 sculture, raffiguranti i temi 'tipici' dello scultore d'oltreoceano: i pellirossa, i cowboy, le scene di azione degne di film western (e non a caso una delle sue più celebri statue è quella dedicata a John Waine). Inoltre la fondazione che prende suo nome, la Harry Jackson Trust, ha donato alla comunità di Camaiore anche una collezione privata dello sculture: 69 tra vasi, suppellettili e statuette di epoca ellenica.

«Le opere di Jackson - ha spiegato il sindaco Alessandro Del Dotto - saranno conservate ed esposte nell'ex circoscrizione di Capezzano Pianore, proprio dietro la famosa Indiana. La collezione ellenica invece avrà una sua collocazione nel museo archeologico di Camaiore, con uno spazio dedicato».

A rendere possibile la donazione e il riavvicinamento tra la famiglia Jackson e Camaiore diverse persone. Tra tutte il consigliere comunale ed ex sindaco Fabio Pezzini, che conobbe personalmente l'artista, l'assessore alla cultura Olga Rita Rovai e Giampiero Pardini. Che c'entra l'imprenditore della Pardini Armi con questa storia? È lui il “mecenate”, il finanziatore che, per ora, ha reso possibile il trasferimento delle opere dagli Stati Uniti all'Italia e che, in una seconda fase, provvederà alla sistemazione degli uffici dell'ex circoscrizione per trasformarli in spazio espositivo.

«Sono ben contento di partecipare a questo progetto che porta valore ed identità a Camaiore e Capezzano. Conobbi Jackson - ha ricordato Pardini - in occasione dell'inaugurazione della statua dedicata a John Waine: ne rimasi affascinato».

La donazione, che ha sottolineato il primo cittadino, è il primo tassello di un progetto più vasto: «L'idea - ha spiegato Del Dotto - è di fare un gemellaggio culturale tra due paesi distanti ma accumulati dalla loro comune storia».