Lo studio Simi è diventato Casa della Memoria

Il riconoscimento ottenuto grazie al lavoro di Maurizio Bertellotti e Moreno Gherardi

STAZZEMA. Quella di Dante Alighieri, di Petrarca, Leonardo da Vinci, di Carducci, Pascoli, e di Giacomo Puccini. E da oggi, è stata inserita ufficialmente tra le Case della Memoria anche la casa museo del pittore Filadelfo Simi, che si trova a Stazzema. Il riconoscimento è stato comunicato – dall’associazione nazionale Case della Memoria – in questi giorni ai due proprietari dello Studio Simi, il dottor Maurizio Bertellotti, e all’imprenditore Moreno Gherardi. È stata loro l’idea di acquistare qualche anno fa l’edificio, ristrutturarlo a loro spese, e aprirlo al pubblico d’estate esponendo opere del Simi e un archivio di disegni preparatori.

In totale, in Italia, fanno parte di questo circuito di case memoria soltanto una cinquantina di musei. Tra le ultime, ad essere riconosciuta dopo quella di Filadelfo Simi, è stata la casa museale di Luciano Pavarotti a Modena.

A convincere l’Associazione nazionale Case della Memoria, come ha scritto il presidente Adriano Rigoli, è stato il fatto che “Lo studio è un’opera d’arte unica”. In particolare «Filadelfo lo progettò personalmente – scrive nella relazione - e vi traspose le sue esperienza parigine e spagnole. Possiamo ritrovare ancora oggi nelle linee strutturali e nei particolari del tetto o del balconcino, tanto i richiami delle architetture della Francia del Nord, quanto i particolari arabeggianti dell’Alhambra di Granada. In esso o attorno ad esso, si respira ancora l’anima di fine Ottocento e si vive l’esperienza del contatto con la natura, fonte d’ispirazione per i molti artisti che l’hanno frequentato».

L’apertura dello Studio Simi, segue un lavoro di divulgazione e promozione – tutt’ora in corso – di questo artista che per un po' era stato dimenticato. È nato nel 1849 a Levigliani e ha vissuto per diversi anni a Parigi e poi a Firenze dove insegnò all’Accademia d’Arte, e si spense nel 1923. Molti dei suoi quadri - ma fu anche scultore - sono stati acquistati dalla Banca di Credito Cooperativo della Versilia e Lunigiana, e si trovano nella sede di Pietrasanta. Ma altri capolavori del Simi sono sparsi per il mondo, perfino negli Stati Uniti, e valgono anche centinaia di mila euro. Ad esempio alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti sono esposte tre opere tra cui il meraviglioso “Bice: Iridescenze della madre Perla”.

«Quella del Simi è la 58ª Casa della Memoria e si tratta di un riconoscimento importantissimo» ha spiegato Maurizio Bertellotti che ne aveva fatto domanda all’associazione insieme a Moreno Gherardi. Entrambi sono collezionisti di Filadelfo Simi e d’estate mettono a disposizione le loro opere nello Studio, che apre da giugno a settembre il fine settimana, o su appuntamento. «Bisogna rendersi conto che essere Casa della Memoria è una questione nazionale: entra nel circuito patrocinato dalla Regione e dai Beni culturali. Siamo entusiasti e onorati, e non ci fermeremo qui, però consapevoli che questo patrimonio è di tutti, perché la cultura è universale».

Simi aveva anche un’altra casa a Stazzema, dove viveva d’estate. Lo Studio invece si trova in località Scala, prima dell’abitato della frazione di Stazzema. Qui lui ha dipinto molti quadri, e alcuni oggetti della casa sono riconoscibili nelle pitture. Inoltre da quel piccolo laboratorio artistico passarono personaggi del calibro di Annigoni, o Telemaco Signorini, e altri studiosi di fama dell’epoca. Oggi in Lucchesia quella del Simi è la quarta casa della memoria, dopo le due case museo di Puccini (Celle di Pescaglia, e Lucca), e quella di Pascoli a Castelvecchio.

Tiziano Baldi Galleni