Nuova stella della tv: così sono stato scelto per Braccialetti Rossi

Nicolò Bertonelli

Nicolò Bertonelli è tra i nuovi protagonisti della serie di Rai1: «Amo la musica, vorrei fare l’attore o il doppiatore»

FORTE DEI MARMI. La passione per la musica lo farà diventare famoso. Da stasera, quando tutti potranno vederlo su Raiuno tra gli interpreti di “Braccialetti Rossi”, il sedicenne fortemarmino Nicolò Bertonelli non sarà più uno studente qualsiasi. La notorietà - visto il successo della serie tv che racconta il coraggio con cui un gruppo di giovani combatte le malattie difficili - per lui sarà assicurata. E se è stato scelto dagli autori per il ruolo di Bobo - un ragazzo cardiopatico su cui non anticiperemo niente per non rovinare la visione del film - è proprio grazie al fatto che Nicolò ha un legame particolare con la musica: la suona, la studia (al liceo musicale Passaglia di Lucca sta approfondiendo la conoscenza della chitarra arricchendola con lo studio del sassofono), da lei si fa accompagnare tutti i giorni, come ha fatto anche in occasione dei provini per Braccialetti Rossi.

«Ad avvicinarmi al personaggio di Bobo - racconta Nicolò - è la forte passione per la musica e la chitarra, uno strumento che mi ha accompagnato fin da subito nel percorso di Braccialetti Rossi. La portai con me al primo provino a Firenze, lo feci per trascorrere il tempo e allentare la tensione. Non mi aspettavo certamente che il regista Giacomo Campiotti mi invitasse a suonare un pezzo. Da quella volta ho portato con me la chitarra in tutti i provini successivi». E sulle note di Tears in Haeven di Eric Clapton dimostra la sua naturale predisposizione verso il mondo dello spettacolo che lo porta a superare i successivi due provini a Roma. Fino alla scelta degli autori di puntare su di lui.

Più che alla musica, Nicolò deve dire grazie alla famiglia. Alla mamma in particolare. È stata lei a notare l’annuncio che cercavano attori per Braccialetti Rossi e a incoraggiarlo a proporsi con un video, un filmato semplice in cui Nicolò, con spontaneità disarmante, ha conquistato tutti.

«Mi misi sugli scalini di casa mia e mi feci riprendere - ricorda lui stesso - non avevo minimamente pensato a cosa avrei potuto dire, avevo visto qualche provino su internet e mi sembravano tutti molto più studiati e organizzati del mio. Non era il primo provino a cui prendevo parte, quando ero piccolo partecipai alle selezioni del film "Miracolo a Sant'Anna" di Spike Lee e arrivai tra gli ultimi dieci».

Allora andò male, stavolta no. Così Nicolò ora può sognare una vita da attore. O da doppiatore. «Il doppiaggio è una via che mi piacerebbe intraprendere in futuro- dice - per esercitarmi ho costruito nella mia stanza un piccolo studio di registrazione con cui mi diverto a registrare sopra le voci dei miei attori preferiti».

Nel frattempo Nicolò continua a fare la vita di tutti i coetanei: sport (ha praticato anche l’hockey), studio (durante le riprese del film, in Puglia, si era iscritto a un liceo musicale locale), famiglia. «Ho un rapporto bellissimo con mia sorella Carolina - sottolinea - siamo inseparabili, abbiamo un carattere diverso ma è proprio questa la nostra forza. Mio padre Massimo (titolare della scuola di sub Pegaso) e mia madre Cinzia mi hanno sostenuto moltissimo, mia madre mi ha seguito in Puglia durante tutto il periodo delle riprese. I miei pensieri più felici sono legati a loro, ricordo ancora quando mia mamma organizzò segretamente un viaggio a Disneyland per i 18 anni di Carolina. Un’emozione unica».

Alisa Tabarrani