Un branco di lupi spaventa l'Alta Versilia

Stazzema: aumentano gli avvistamenti ad Arni. Il consigliere della Federcaccia Landi: «Cominciamo a sentirci invasi»

STAZZEMA. Un maschio adulto di lupo grigio, una femmina e una cucciolata meravigliosa. Non sono pochi i fortunati paesani che, alle prime ore dell’alba o al tramonto, sono riusciti a godersi questo spettacolo della natura. Ad Arni, un paese di Stazzema che si trova nel Parco delle Alpi Apuane a quasi mille metri di altezza, la convivenza con questo maestoso predatore è ormai diventata quotidiana. Ma se da un lato la specie di lupo impreziosisce la fauna dell’area protetta, dall’altro i residenti si sentono minacciati essendo notte e giorno circondati da un branco di lupi. Dagli ululati notturni, alle passeggiate solitarie di qualche esemplare lungo la strada provinciale, agli incontri ravvicinati nel bosco: ormai il lupo è una presenza costante in questo paese di oltre cento anime.

Stazzema: il lupo attraversa la strada

Quello di Arni è uno dei tre branchi di lupi presenti sulle Apuane; un altro si trova a Vagli. Il predatore grigio è infatti tornato a stabilirsi sulla catena montuosa che divide la Versilia dalla Garfagnana da pochissimi anni. Per adesso non ha causato problemi rilevanti, ma essendo un’assoluta novità c'è un po’ di paura fra i residenti. «Un vecchio cane che tenevo fuori casa è sparito, sinceramente che fine abbia fatto non lo so – racconta Mirco Landi, che abita ad Arni ed è consigliere della Federcaccia provinciale di Lucca - non abbiamo timore che i lupi attacchino noi, al massimo sappiamo che dobbiamo stare attenti ai nostri animali domestici. Ma quando avranno finito la selvaggina e le capre che si trovano sul retro Altissimo, cosa succederà? Come potremo gestirli quando inizieranno ad essere in sovrannumero?».

Insomma, cosa provocherà la loro presenza è il dubbio che assale tutti, oltre al fatto di sentirseli col fiato sul collo. «Sono una specie bellissima e non intervengo pubblicamente per un problema relativo alla caccia. Penso però che questa situazione stia sfuggendo di mano e ci sentiamo invasi» prosegue Mirco, che a pochi passi da casa ha visto più volte la famigliola di lupi con il maschio adulto, «che sarà 60 kg» specifica. In effetti, in base a quanto appreso anche dai cavatori che salgono sulle Cervaiole tutte le mattine i branchi di capre selvatiche che popolano il retro dell’Altissimo pare siano stati presi di mira dai lupi di Arni, che le stanno decimando.

Tuttavia, come spiegano gli esperti che collaborano con l’ente Parco Apuane, esiste un equilibrio biologico alla base della catena alimentare. «Le prede ci saranno sempre – spiega Paola Fazzi, biologa e consulente del Parco nel progetto di monitoraggio sul lupo - non è vero né che i cinghiali siano diminuiti né che scompariranno. Il lupo predatore non arriverà mai ad abbassare di tanto il numero delle prede: c’è una regolazione del sistema preda predatore in biologia che garantisce un equilibrio che non farà estinguere neppure mufloni e caprioli. La presenza dei lupi ad Arni era già nota da quest’inverno dopo vari avvistamenti per strada e nel paese ma non si tratta di una situazione strana dato che Arni è un paese isolato in mezzo a una zona boscata».

Secondo la biologa il branco non dovrebbe essere superiore ai 6 esemplari.