Le Poste non chiudono il Tar salva Valpromaro

Accolto il ricorso dei Comuni di Camaiore e Massarosa contro il taglio annunciato L’azienda non si appella al Consiglio di Stato: l’ufficio delle Seimiglia resta aperto

CAMAIORE. L’ufficio di Valpromaro non chiuderà. I Comuni di Camaiore e Massarosa hanno vinto il ricorso al Tar contro Poste italiane. E la stessa azienda - da noi contattata - ha escluso la possibilità di rivolgersi al Consiglio di Stato, circostanza che rende inoppugnabile la decisione dei giudici.

È una grande vittoria quella conquistata dalle due amministrazioni versiliesi e dai cittadini che vivono nei paesi delle Seimiglia. L’opposizione del sindaco Alessandro Del Dotto, infatti, ha trovato sponda nel collega Franco Mungai, visto che il presidio postale viene utilizzato anche dalla popolazione di Massarosa. E il Tribunale amministrativo regionale - con una sentenza depositata in segreteria appena due giorni fa - ha dato loro piena ragione.

I magistrati hanno stabilito che «la chiusura di un ufficio postale non può essere disposta solo per ragioni di carattere economico, senza considerare il criterio di distribuzione degli uffici postali», considerati un servizio essenziale anche in territori a minor densità abitativa. Nella sentenza si sottolinea, inoltre, come non vi sia stata un’adeguata comunicazione preventiva in merito ai tagli, accompagnata da un serio confronto con le istituzioni locali, invitate solo successivamente a discutere su una decisione praticamente già presa.

«È una vittoria su tutta la linea quella che emerge dalla sentenza del Tar della Toscana - afferma il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto -. Salviamo così l'ufficio di Valpromaro, che sappiamo essere fondamentale per la vita delle Seimiglia e per cui ci siamo battuti nelle sedi istituzionali. Siamo consci che non dobbiamo abbassare la guardia, ma abbiamo una sentenza che esprime a chiare lettere ciò che i cittadini, l'assemblea di zona 6 e la nostra amministrazione sostengono sin dall’inizio di questa vicenda: il servizio postale è essenziale per la vita della comunità e non deve essere sotteso a ragionamenti di profitto».

Soddisfatti anche il primo cittadino di Massarosa, Franco Mungai, e il suo vice, Damasco Rosi. «Siamo estremamente contenti del risultato ottenuto - affermano - frutto di un lavoro congiunto durato molti mesi e portato avanti con serietà e determinazione insieme all’amministrazione comunale di Camaiore e al comitato di cittadini nato per contrastare la chiusura dell’ufficio postale di Valpromaro. Siamo contenti che questo lavoro abbia portato i giudici a riconoscere e condividere i motivi e le ragioni che avevamo posto a fondamento della nostra richiesta».

Entusiasta del pronunciamento dei giudici anche il viareggino Graziano Benedetti, responsabile del Sindacato lavoratori comunicazione della Cgil Toscana, fra le sigle che hanno coordinato i ricorsi a livello nazionale. «Stiamo vincendo tutti i ricorsi - afferma il sindacalista, nelle Poste dal 1981 ed ex segretario nazionale della categoria - tanto che l’azienda ha modificato il piano industriale. In Toscana ben 53 piccoli uffici non chiuderanno più, dato che i procedimenti finora arrivati a sentenza (non più di quattro nella nostra regione) vedono delle motivazioni fotocopia, con i giudici che hanno deciso sempre con lo stesso criterio. Abbiamo scongiurato la chiusura dei presidi minori - conclude Benedetti - e mi ritengo molto soddisfatto».

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