Odissea di un’invalida per una Tac all’ospedale Versilia

Il sospetto di un tumore non faceva dormire lei e i familiari. Solo dopo la protesta è riuscita a fissare l’esame

VIAREGGIO. Il sospetto di un tumore non li ha fatti dormire la notte. Un incubo, quello vissuto da una coppia di settantenni di Viareggio, aggravato dalle porte chiuse della sanità pubblica.

Marito e moglie sono andati all’ospedale Versilia per prenotare una Tac, ma si sono sentiti rispondere che per l’esame diagnostico non c’era posto. «Liste chiuse, così ci hanno detto» denuncia l’uomo, molto preoccupato per le condizioni della moglie a cui, pochi giorni prima, avevano trovato un nodulo sospetto al torace. «Il dottore - prosegue - ha fatto la richiesta per la tac lunedì 11. Così mercoledì 13 siamo andati all’ospedale convinti di poter prenotare l’esame. Spiacenti, ci hanno detto, ma non c’è posto. Allora ho chiesto quando ci avrebbero fatto sapere qualcosa, e loro mi hanno risposto che non ne sapevano niente, che non c’erano certezze. Quel nodulo per noi è diventato un incubo. Col sospetto che possa essere un brutto male, non si dorme più».

L’unica via d’uscita per la coppia, è stata quella della sanità privata. «Non potevamo aspettare le non risposte dell’ospedale, per questo siamo andati a prenotare la Tac in un centro privato - spiega l’uomo - mia moglie è invalida e prende 600 euro di pensione. L’esame prenotato ci costa 120 euro. Per noi è un sacrificio, ma non avevamo altra scelta».

La storia però, non finisce qui. Dopo aver fissato la Tac privatamente, è iniziata la protesta della coppia contro le liste chiuse del Versilia. Marito e moglie si sono fatti sentire: increduli di dover passare chissà quante altre notti in bianco per l’impossibilità di fare un esame tramite la sanità pubblica. La richiesta “breve” e non “urgente” fatta dal medico di famiglia, ha rallentato ancora di più le cose. «Se fosse stata un’urgenza - precisano dal Versilia - il posto sarebbe stato garantito. La donna comunque, è stata presa in carico dall’ospedale e a giorni verrà ricontattata. Le liste d’attesa sono lunghe e per questo, mensilmente, è previsto che ci sia un’aggiunta di prestazioni, con la riapertura delle liste, per smaltire proprio i casi come quelli della donna in questione».

Detto, fatto. La protesta della coppia, a quanto pare, è servita, visto che nel pomeriggio di giovedì 14 la signora ha ricevuto la tanto attesa chiamata dall’ospedale. «L’esame è stato prenotato per lunedì 18 al Versilia» spiega il marito. A quel punto a loro non è rimasto altro da fare che disdire la tac fissata privatamente. Un travaglio che, alla fine, ha portato almeno a qualcosa. Ma non sempre, purtroppo, l’epilogo è questo.

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