Balneari alla battaglia finale: «Tutti in piazza a Roma»

Balneari in presidio di fronte a un ministero

Presidio e incontro con il ministro Costa per fare il punto col Governo «Basta rinvii, serve una legge che ci salvi dalle aste prima che l’Europa si pronunci»

VIAREGGIO. È l’ora della battaglia finale per i balneari. L’appuntamento è alle 12 di mercoledì 17 in piazza Santissimi Apostoli a Roma, vicino alla sede capitolina della Regione Liguria. «Ci saremo tutti - assicurano dalla Versilia - è troppo importante». In effetti lo è: sono questi i giorni decisivi per i concessionari nella lotta alla direttiva Bolkestein e alle cosiddette “aste” delle spiagge. Tra poche settimane, ad aprile, la Corte di giustizia europea dirà la sua sulla proroga al 2020 delle concessioni. Se la boccerà, tutte le concessioni delle spiagge versiliesi decadranno automaticamente. Con esiti immaginabili.

Presidio e incontro col ministro. Non a caso il presidio di Roma avrà come slogan “E ora ridiamo futuro alle imprese balneari”. Lo organizzano i sindacati, più volte tacciati di immobilismo dalla base - soprattutto dal Comitato di Emiliano Favilla. Sib Confcommercio, Fiba Confesercenti, Assobalneari Confindustria e Oasi Confartigianato (non c’è la Cna, ormai in rotta con gli altri) saranno in piazza per supportare l’iniziativa degli assessori regionali al Demanio, che si riuniscono proprio in casa della Liguria per affrontare il problema delle concessioni demaniali. «In migliaia saranno a Roma per assicurare un sostegno forte e visibile a questa iniziativa - si legge in una nota - Chiederemo con forza a Governo e Parlamento che si chiuda la stagione dei rinvii, che si affronti il problema con realismo e che, all’interno delle norme europee, si cerchi con determinazione e coraggio una soluzione, per la quale abbiamo fatto da tempo proposte precise». La richiesta principale è che si proceda con un cosiddetto “doppio binario”: subito all’asta le nuove concessioni, proroga di 30 anni per tutte le altre. Anche di questo si parlerà nell’incontro in programma tra i delegati sindacali e il nuovo ministro agli Affari regionali Enrico Costa. Colloquio che avverrà prima del presidio. Con possibili chiarimenti sulla futura nuova legge sul Demanio.

Soluzione lontana. In realtà la legge che chiedono i balneari è ancora... in alto mare. A rivelarlo è la senatrice Pd Manuela Granaiola. Il possibile inserimento della questione balneare nel decreto Milleproroghe, informa la senatrice viareggina, è saltato. «Sul tema ci sarà una riunione martedì in Senato - dice la Granaiola - per fare una specie di road map». Per il presidente nazionale del sindacato Fiba Vincenzo Lardinelli, «è improbabile che si arrivi alla soluzione promessa entro 45 giorni». Più probabile che il Governo attenda il pronunciamento dell’Europa. Se dovesse essere negativo, Roma potrebbe varare un regime transitorio di un paio di anni per consentire agli imprenditori e agli enti pubblici di adeguarsi alla nuova legge. Che arriverebbe subito dopo. Prevedendo, quasi certamente, la messa a gara delle spiagge.

La questione investimenti. Grande caos c’è anche sul cosiddetto “atto formale”, cioè la possibilità di chiedere allo Stato il rinnovo ventennale della concessione dietro garanzia di investimenti. Emiliano Favilla sostiene che ci sono pareri legali «secondo cui si può chiedere il rinnovo senza fare alcun tipo di evidenza pubblica». Non così la pensano altri colleghi, che parlano apertamente di operazione rischiosa. È di questa opinione l’ex senatore di centrodestra Massimo Baldini, che ha appena fondato un movimento anti-Bolkestein: «L’unico obiettivo che va perseguito è quello di dire forte e chiaro un no alle aste, ed il ripristino della legge che consente il rinnovo automatico delle concessioni». Cioè il ritorno al passato. Proprio il giorno prima del presidio, cioè martedì 16, la Regione ha ufficializzato il proprio assenso a questo tipo di procedura.