Forte dei Marmi: piano per aprire la villa confiscata alla mafia

Apparteneva a un boss: sono ormai venti anni che lo scheletro è lì fermo. Per il sindaco Umberto Buratti dovrebbe andare a qualche associazione, ma chi la finisce?

FORTE DEI MARMI. Si torna a parlare del destino della villa sequestrata alla mafia, una abitazione dimenticata e ancora allo stato grezzo che sorge da anni in un interno di via Civitali a Vittoria Apuana. Il sindaco Umberto Buratti, all’indomani dell’incontro a Firenze con l’assessore alla regionale alla sicurezza dei cittadini e alla cultura della legalità, Vittorio Bugli, e con il direttore dell’Agenzia beni sequestrati alle mafie, Umberto Postiglione, fa il punto della situazione dell’immobile di cui ancora non è stata completata la ristrutturazione.

La struttura rientra nel patrimonio confiscato dallo Stato alle mafie, che conta centosettantuno beni immobili in Toscana. Un numero in crescita notevole, se si pensa che nel 2013 erano cinquantasette. Fra questi la villa di via Civitali, che tuttavia, non essendo stata ultimata è rimasta finora inutilizzata. «Nell’incontro di mercoledì – ha spiegato il sindaco – è stato proposto di indire una conferenza dei servizi, dove ogni ente possa trovare una soluzione per il bene di cui è entrato in possesso. I tempi saranno brevi dato che il tavolo di lavoro tornerà a riunirsi già alla fine di gennaio e l’idea è quella di organizzare in ogni provincia della Toscana un’iniziativa legata alla legalità a cui partecipino tutti i soggetti, dalle associazioni, ai sindacati fino agli enti locali. Per quanto ci riguarda, l’obiettivo prioritario è quello di riuscire a completare la ristrutturazione della proprietà e quindi di poterla utilizzare a fini sociali. Valuteremo poi a quale indirizzo specifico destinarla».

L’immobile fu sequestrato, come si ricorderà, nel 1996 dalla magistratura e poi assegnato poi al Comune. E da allora l’edificio è rimasto tale e quale, senza infissi, ed abbandonato in mezzo alle erbacce. Un primo tentativo di utilizzarlo fu fatto durante l’amministrazione Bertola quando fu deciso di riconvertirlo in quattro appartamenti parcheggio, poi, però l’Amministrazione comunale decise di stornare i 250 mila euro necessari sui lavori di rifacimento del nuovo municipio in piazza Dante, e non se ne fece più nulla, tra le proteste di chi aspettava un alloggio e dei vicini che vorrebbero ormai veder cancellata questa annosa bruttura.