Acqua e amianto dai tubi di Camaiore e Forte dei Marmi

Operaio al lavoro su un acquedotto

L'Autorità idrica toscana assicura: livelli non pericolosi per la salute. Ma i sindaci sollecitano investimenti sulla rete di Gaia

CAMAIORE. Dai rubinetti dell’acqua di alcune case versiliesi esce acqua e amianto. Lo hanno certificato le analisi disposte sull’acquedotto da parte dell’Ait (l’Autorità idrica toscana) a seguito delle preoccupazioni emerse ormai più di un anno fa sul fatto che lunghi tratti di tubazioni in Versilia sono, per l’appunto, in cemento-amianto. Poco meno di 200 chilometri, concentrati per lo più a Forte dei Marmi, Pietrasanta e Camaiore. Troppi e anche se potenzialmente non pericolosi, come hanno avuto modo di ribadire nel tempo sia l’Asl che lo stesso gestore del servizio idrico Gaia, comunque da monitorare. Come del resto avevano chiesto proprio i sindaci della Versilia.

Risultato? L’amianto nell’acqua c’è: in quattro punti di campionamento a Camaiore e in un punto a Forte dei Marmi. Da qui a dare l’allarme però, ce ne passa. Ed è la stessa Autorità idrica toscana a rassicurare. Da un lato ci sono infatti i pronunciamenti dell’Organizzazione mondiale della sanità che ritiene non esista «alcuna prova seria che l’ingestione di amianto sia pericolosa per la salute». Infatti «non è stato ritenuto utile - prosegue - stabilire un valore guida fondato su delle considerazioni di natura sanitaria, per la presenza di questa sostanza dell’acqua potabile». Gli unici a indicare come rischioso un determinato valore di amianto in acqua sono stati gli scienziati dell’Epa (Ente Protezione Ambientale americano) che fissano in 7 milioni di fibre per litro di acqua il quantitativo di rischio. Ma la situazione rilevata nell’acquedetto versiliese è lontanissima da una fattispecie di questo tipo. A Camaiore sono state rilevate fibre di amianto nei punti di prelievo di Olci di Montebello (8.092 fibre per litro), via Antenna a Capezzano (4.655), via Italica tra Capezzano e Lido (4.542) e via Trieste a Lido (2.575). A Forte dei Marmi, invece, l’amianto è stato rilevato solo nel punto di prelievo di via Piave angolo via Mascagni (21.583 fibre per litro).

Può bastare per i sindaci questa rassicurazione? «Non siamo preoccupati - afferma il sindaco di Forte Umberto Buratti - e sappiamo anche dalla letteratura scientifica che non ci sono rischi per la salute. Detto ciò è chiaro che devono essere fatti investimenti necessari e per farli servono le risorse. Credo che in proposito si debba prendere in considerazione, visto che parliamo di acqua e di servizi essenziali, la possibilità di finanziare le opere recuperando risorse dalla fiscalità generale e non gravando solo sui cittadini con le tariffe».

«Le analisi mi confortano perché non ci sono emergenze sanitarie da affrontare - afferma il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto - ma mi pongo ancora una volta la questione di fondo: la rete idrica deve essere riqualificata con investimenti adeguati anche se non ci sono allarmi. Il mio è atteggiamento cautelativo anche nell'interesse dell'azienda. Questo mi porta a pensare che una volta in più che, come dirò ad assemblea soci il prossimo 10 dicembre, che le vere priorità di Gaia sono le prospettive di investimento».