Nasce a Forte dei Marmi il partito dei balneari

Assemblea dei balneari in Capannina

L'ex senatore Massimo Baldini annuncia la costituzione di un movimento politico anti-aste: «Vogliamo presentarci alle elezioni nazionali per difendere i bagni»

FORTE. La road map è già tracciata. Dopo Forte dei Marmi si andrà in Abruzzo, nel Lazio ed in Liguria. «E poi a Roma per la convention nazionale».

Come era nell’aria Massimo Baldini ha annunciato ai balneari di Versilia (e Massa, e Carrara) la nascita di un movimento politico per la difesa dei diritti dei balneari. Un partito dei bagni che – l’ambizione è grande – sia decisivo al ballottaggio che, mercè l’Italicum, deciderà chi governerà in Italia.

«Ricordatevi che il secondo governo Prodi – spiegava Baldini – ha vinto le elezioni con 25mila voti di scarto. Lo stesso succederà alle prossime elezioni, il nostro movimento potrebbe essere decisivo».

Un messaggio a Renzi e al pd, immaginando – visti i sondaggi – che dall’altra parte ci siano i Grillini, da sempre favorevoli alle aste.

Ma c’è tempo per ragionare. Intanto Baldini ha fatto il pieno alla Capannina. E’ lui, e lo ha ricordato, che fece passare la legge sul rinnovo automatico delle concessione che ha permesso ai balneari di non avere più patemi sul rinnovo.

Oggi lancia l’idea di un partito sulla base di un’idea: che la questione delle aste e la Bolòkestein non abbia niente a che fare con le regole e con Bruxelles. «E’ solo un ragionamento politico – ha spiegato Baldini –

conta solo questo. E alla base di questa guerra ai balneari c’è solo un ragionamento ed un pregiudizio ideologico. Nient’altro. Il governo ed il Parlamento se ne fregano dei problemi dei balneari. E io non credo che si risolva qualcosa parlando di ricorsi e di questioni giuridiche. E’ solo un fatto politoco, al quale va risposto con la politica. Da qui parte la mia proposta di un movimento politico. Fermo restando il lavoro delle associazioni di categorie, io sto pensando a qualche cosa di altro».

Diciamo la verità, quando Baldini svelava il perchè dell’incontro in Capannina non volava una mosca, ma nemmeno un applauso. Che sono scrosciati – 4 o 5 volte – quando ha attaccato il Governo. i burocratici, l’Unione europea.

E poi i numeri non sono il massimo. E li ha ricordati lo stesso Baldini: 30mila aziende per 400mila addetti, indotto compreso. Una scommessa non da poco per l’ex senatore di Forza Italia (ma prima del partito socialista). Un politico che certo vuole rimettersi in gioco ma che nella difesa dei bagni ci crede, sinceramente.

«Io non credo che si possa arrivare alle evidenze pubbliche – ha tuonato ancora Baldini – e poi farvi uscire dalle vostre azienda. In che modo, poi, militarmente? In Italia sarebbe un dramma sociale non da poco. E per darli a chi? C’è chi sogna una gestione pubblica, ma vediamo cosa è successo al Principe di Piemonte a Viareggio per decenni in mano comunale: l’unico stabilimento balneare, credo, fallito, in Italia».

Non è proprio andata così, visto che solo a Forte ci sono due bagni andati falliti, ma la sostanza dell’allarme non cambia. Perchè Baldini ha una visione pessimistica della vicenda Bolkestein. Non crede nei ricorsi, non crede nella volontà di Roma di difendere i balneari alla Ue (e su questo ha ragione, il primo vero nemico dei bagni fu l’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti). Crede solo in un movimento politico – partito forse è un termine impegnativo – che conquisti voti e quindi potere da buttare sul tavolo di qualsiasi trattativa.

Intanto ci si avvicina al 3 dicembre quando la corte europea a Lussemburgo deciderà se la proroga delle concessioni potrà arrivare al 31/12/ 2020, oppure si dovrà fermare al prossimo Capodanno. Due settimane da incubo per i balneari di tutta Italia, da Portofino a Trieste. Per questo anche il movimento baldiniano non ha sollevato alla fine una grande entusiasmo nella platea. Sarà forse per una sala semibuia (c ’è chi ha urlato: facciamo una colletta per saldare la bolletta), sarà forse per il nubifragio che incombeva sulla Versilia. Sarà perchè – passati anni dall’esplosione della Bolkestein – opinione pubblica (e quindi governo) sono lontani dalle argomentazioni, anche giuste, dei balneari.