Anche la famiglia del Papa scoprì ozi e piaceri di Forte

A Roma Imperiale una delle dimore più eleganti (con grandissimo parco) appartiene alla famiglia di Pio XII, principe Pacelli, nobiltà «nera» romana

di CORRADO BENZIO

Villa imponente, anche per i colori (chiarissimi). Parco molto grande, anche per una realtà fatta di ville rarefatte come Roma Imperiale. Eppure villa Pacelli non è tra le più conosciute fra le dimore patrizie costruite negli anni Trenta a Forte dei Marmi.

Oggi sono più conosciute villa Santa Maria (la residenza dei Moratti), villa Costanza (ex villa Agnelli, oggi hotel Augustus), villa Ravano (degli armatori genovesi), villa Giulini (degli imprenditori della moda).

Eppure villa Pacelli ha bellezza e fama. Partiamo dalla bellezza. A firmare il progetto è l’architetto Tomaso Buzzi, illustre progettista nato a Sondrio nel 1900. Nel 1923 di laurea al Politecnico di Milano e diventa a lungo collaboratore del più celebre Gio’ Ponti (anche lui progetta a Roma Imperiale, ma soprattutto interni e decor).

Negli anni Trenta progetta villa Pacelli, ma al suo attivo ha anche altre dimore importanti. Buzzi firma la villa dei Rossi di Montelera (vino, liquori e non solo) nella modaiola Sankt Moritz, ma anche villa Nasi-Agnelli a Cap Ferrat, uno dei luoghi più incantevoli della Costa Azzurra.

A Forte firma per i Pacelli. Sono principi, nobiltà «nera». In quegli anni l’esponente di punta della famiglia romana è naturalmente Eugenio Pacelli, che nel 1939 – alla vigilia dello scoppio della seconda guerra mondiale – è nominato al soglio di Pietro.

I famigli continueranno a venire in vacanza a Forte dei Marmi. Che insieme a Viareggio è diventata metà di punta della nobiltà romana. A Viareggio c’è villa Blanc, a Forte villa Pacelli. In più ci sono i gerarchi fascisti al seguito di Galeazzo Ciano (a Viareggio) e di Italo Balbo (a Forte).

La Versilia colpisce, invita, coinvolge. Tomaso Monicelli, padre del regista, decide dopo averie disavventure politiche di venire a stare a Viareggio.

Giovanni Pirani, padre dello scrittore Mario Pirani, parte da Roma e sceglie Focette per le proprie vacanze.

C’è poi tutto l’entourage del cinema che guarda con attenzione alla nascita di Pisorno, gli studios di Tirrenia voluti da Gioacchino Forzano e visti con favore dal Fascismo. Che a Roma inaugura Cinecittà col Duce in persona che ribadisce che «la cinematografia è l’arma più forte», naturalmente dal punto di vista della propaganda.

I cinegiornali Luce raccontano l’Italia che scopre il mare. tanti i filmati su Viareggio, carnevale compreso. Forte dei Marmi è invece più appartata. Tutto si svolge nelle ville, sulla spiaggia. Momento di massima trasgressione sono le serate alla Capannina che i Franceschi, già proprietari del Grand Hotel, avevano aperto nel 1929.

La spiaggia è ancora selvaggia, le concessioni demaniali in mano alla famiglie che hanno le ville. Come gli Agnelli.

Tutto cambia quando nel 1934 si completa la litoranea che da Viareggio arriva a Forte. Gianni Agnelli vuole il sottopasso per andare in spiaggia. E – siamo nel 1932 – si inaugura il bagno Balilla. Il nome è tutto un programma, ma pochi sanno che col nuovo proprietario – Piero – quei 150 metri di fronte mare al confine con Marina di Pietrasanta, diventeranno lo stabilimento balneare più famoso d’Italia.

In tutti questi cambiamenti i Pacelli continuano ad avere casa al Forte. Pio XII morirà nel 1958. Finisce un’epoca, ma se ne apre un’altra. Il segno è un bruttissimo episodio: il medico personale del Pontefice scatta delle immagini dell’agonio del Santo Padre che poi venderà ai giornali. Verrà radiato ma è il segnale che si entra nell’era dove tutto può fare spettacolo, anche il dolore, anche la morte in arrivo.

La fine di Pio XII la salita al soglio di Giovanni XXIII sono il segnale che il mondo è cambiato. L’Italia è in pieno boom economico, il centrosinistra va al potere, i costumi cambiano.

Cambia anche la compassata Forte, anche se i Sessanta sono gli anni dorati di Focette – con le Bussola – e di Viareggio con la sua Passeggiata, i suoi locali dove si cena e si balla, il premio Viareggio con metà cultura italiana (quella di sinistra, perlopiù) che si concentra fra il Caprice (poi il Piper) e l’allora Costa dei Barbari.

A Forte i principi non mancheranno. Non solo i Pacelli (farà un salto in zona anche Ascanio, nipote del Papa, soprattutto protagonista di una edizione del Grande Fratello), ma anche i Giovannelli, a partire da Guglielmo Marconi Giovanelli, figlio di Elettra Marconi, in vacanza a Forte fra il Piccolo Hotel ed il bagno Rosina.

Più di ottant’anni di vita, due guerre (una caldissima, la seconda e la Guerra Fredda) ma villa Pacelli. Se qualche cosa l’ha scalfita è stato l’uragano del 5 marzo scorso. Una foto dall0alto del parco con i pini stramazzati al suolo è finita sulla prima pagina del Corriere della Sera, simbolo della tragedia versiliese.

E sì, villa Pacelli continua ad essere un simbolo.