Lo Stato si prende il tesoro dei Saetta

Confiscati case, negozi e conti correnti per sei milioni di euro «Beni nascosti dietro dichiarazioni dei redditi irrisorie»

VIAREGGIO. Case di pregio, negozi in centro e conti correnti disseminati in banche e uffici postali della città. È un vero e proprio tesoro, dal valore totale di sei milioni di euro, quello confiscato ieri dalla Guardia di finanza su ordine del tribunale di Lucca. Secondo gli inquirenti, si tratta dei beni che fanno parte del patrimonio della famiglia Saetta, e in particolare sono riconducibili a Vincenzo Saetta, 44 anni, a suo fratello Marco Saetta, 37, e a Salvatore Cocige, 49. Un tesoro frutto - spiega la Finanza - «dell’attività criminale del gruppo. Che prendeva i soldi provenienti da usura, estorsione e truffe e li reinvestiva, così ripulendoli, in attività finanziarie e immobiliari. Intestate a prestanome, e nascoste dietro dichiarazioni dei redditi irrisorie». Questo patrimonio, già sequestrato in passato, finirà allo Stato. Salvo esiti positivi del ricorso degli avvocati difensori.

Ecco la mappa dei beni confiscati realizzata da Confiscati Bene (dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati)

Le indagini. Il provvedimento arriva da lontano. Anni fa, infatti, la Finanza avviò un’indagine sul patrimonio della famiglia Saetta, eseguita dal Gruppo investigativo criminalità organizzata delle Fiamme gialle di Firenze. Saetta era finito nel mirino, in particolare, per due vicende giudiziarie: il maxi-processo su usura ed estorsione in Versilia, che lo vedeva sotto accusa anche per associazione a delinquere di stampo mafioso - accusa poi decaduta - e per la vicenda dell’assalto a colpi di pistola al Suv di un rivale. Scavando nelle motivazioni di quest’ultimo agguato, e utilizzando intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre che accertamenti sugli spostamenti di flussi di denaro, la Finanza ricostruì un quadro economico «sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dagli imputati». Da lì la richiesta di sequestro preventivo che venne accolto dal tribunale di Lucca.

Il processo. Nel frattempo, si stavano svolgendo i processi a carico di Saetta e di altri imputati - tra cui il suo presunto braccio destro Alessandro Discetti. Col risultato di due condanne sia per l’assalto al Suv che per vicenda dell’usura. Dopo quest’ultima sentenza, che ha visto il tribunale condannare Saetta a sedici anni, i giudici hanno disposto che i beni sequestrati venissero confiscati.

I beni confiscati. Nel mirino della Finanza undici immobili tra Lucca e Viareggio: tra questi due appartamenti di pregio in piazza Mazzini, ma anche case di tipo più economico al quartiere Varignano. Confiscate anche attività commerciali: il parrucchiere Vargas e il centro estetico Le Manie - situati nello stesso fondo di via Fratti - e la gioielleria Vin gold, sempre in via Fratti. Nel conto c’è anche un autosalone, venti auto e diciassette conti correnti aperti in banche e negli sportelli di Poste italiane presenti in città. Altri provvedimenti di confisca sono stati fatti in provincia di Napoli, per un totale di una sessantina di beni, tutti ritenuti appartenenti ai Saetta. Il valore complessivo del patrimonio è stato stimato, appunto, in sei milioni di euro. Ora i beni - intestati a persone che gli inquirenti ritengono prestanome - già sequestrati e amministrati dallo Stato, passeranno sotto la proprietà pubblica. La difesa Saetta, però, ha già annunciato ricorso contro il provvedimento del tribunale di Lucca.

@matteotuccini

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