Tassi usurai sui fidi, banca costretta a pagare

Mauro Maurelli, ex presidente del Viareggio, vince causa da 200mila euro per conto di un professionista viareggino

VIAREGGIO. Otto anni di fido, fuorifido, interessi e spese varie. Poi alla fine il professionista viareggino si è rivolto ad una società che gli ha calcolato per quante volte – fra sofferenze, incagli e altri problemi – l’interesse praticato dalla banca è andato oltre il tasso usurario.

Alla fine il rimborso – calcolato al termine di una perizia di 300 pagine - è stato fissato a 200mila euro. «Eravamo pronti ad andare in causa – racconta Mauro Maurelli – ma la banca ha accettato la transazione e ha pagato il 70% di quanto da noi richiesto».

La vicenda è raccontata da Mauro Maurelli, commercialista viareggino molto noto anche per essere stato dirigente del Viareggio calcio, e da Denise D’Anniballe, avvocato, entrambi lavorano per la Dysmacos, società di consulenza.

Il protagonista di questa vicenda è un professionista cittadino di cui, per ovvi motivi, Maurelli non fa il nome. Invece vengono fatti i nomi delle banche su cui li si appoggiava. «Aveva un conto alla Cassa di risparmio di Carrara, con relativo affidamento – spiega Maurelli – e un secondo conto, sempre con affidamento, in questo caso alla Banca del Monte di Lucca. Entrambe fanno capo alla Carige, la Cassa di risparmio di Genova, che proprio su queste due banche locali basa la sua presenza nella Toscana Nord».

Il professionista aveva, come appare chiaro dalle cifre finali, dei fidi piuttosto elevati. «Si arrivava anche a 40mila euro di esposizione – spiega Maurelli – insomma cifre ingenti. In alcuni casi il nostro assistito ha dovuto anche vendere delle cose per fare fronte alle richieste delle due banche. E naturalmente è andato in sofferenza, come accade a tante aziende e a tanti professionisti. E spesso il problema non sono stati gli interessi praticati, formalmente sotto il tasso usuraio, ma le ulteriori spese e commissioni varie.

Maurelli fa consulenze per molte aziende. «Non solo sul credito, ma anche sulla gestione aziendale – spiega – negli ultimi tempi, però, è accaduto che abbiamo dovuto affrontare anche il problema del credito. E ci siamo imbattuti in diverse situazioni in cui si ravvisa il possibile superamento del tasso usuraio. Oggi a maggiore ragione con le banche che tengono a chiedere interessi alti perché non sanno valutare bene il merito creditizio di una azienda o comunque del cliente».

E così Maurelli si trova alle prese con le situazioni più varie (e anche più note). «Ci sono i tassi che possono definirsi usurai. E c’è ancora il problema dell’anatocismo, ovvero degli interessi passivi che si accumulavano ogni tre mesi. In entrambi i casi siamo alle prese con vari contenziosi con banche locali, casse di risparmio e altri istituti bancari».

E le banche di fronte alle vostre contestazioni come si comportano? «In maniera totalmente differente – risponde Maurelli con l’avvocato D’Anniballe – nel caso della Carige, l’istituto genovese ha preferito transare e chiudere la pratica. Altre banche che viaggiano con maggior problemi, magari di aumento di capitale, preferiscono essere querelati e arrivare davanti al Tribunale per andare avanti con i tempi e dilazionare il tutto».

Nel caso del vostro professionista come si è conclusa la vicenda? «Che lui oggi non ha più bisogno di esporsi molto coi fidi e quindi non si trova in posizione difensiva con le banche. Di sicuro ha la consapevolezza che non tutti possiedono che le banche non sono muri impraticabili».

Ed infatti sta venendo fuori questa pratica. Appena l’istituto di credito ti chiede di rientrare da un fido, il cliente si rivolge a un avvocato e parte il contenzioso. La denuncia blocca tutto l’iter della banca. E così si può prendere tempo. Nel caso della vicenda-Carige le cose sono andate un po’ diversamente. Ma comunque bene per il cliente.