Strage di Viareggio, Piagentini in aula: "Ci hanno abbandonato"

La foto dei piccoli Piagentini sulle macerie della loro casa

Il processo sull'incidente ferroviario del 29 giugno 2009. Il racconto del dramma di Marco, padre, marito e superstite della tragedia e la delusione per il silenzio delle istituzioni

VIAREGGIO. Lampi, tuoni e diluvio a Lucca, mentre nell'aula del Polo fieristico, mercoledì 20, testimonia Marco Piagentini nel processo al disastro ferroviario che gli ha portato via la moglie Sefania Maccioni ed i figlioletti Luca e Lorenzo.

"Sono stanco, stanco. Soprattutto di chi ci ha abbandonato. Perchè siamo stati abbandonati. Il silenzio che c'è sulla strage di Viareggio fa capire che ci hanno abbandonato, Tutte le volte che un rappresentante dello Stato non si presenta, non ci ascolta, non ci dice una parola di conforto, ci abbandona. A noi non fa male un no. Fa male il silenzio". Racconta le ustioni, Piagentini, i sei mesi di ospedale tra la vita e la morte, il calvario delle operazioni continue, l'ultima due settimane fa. Il suo non poter stare al solo: "E provate, provate un giorno solo, a vivere passando da un'ombra all'altra".

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