Viareggio, muore il giorno prima del parto

L'ospedale Versilia

Due settimane oltre il termine, il cuore della piccola si è fermato il giorno precedente la data programmata per la nascita

VIAREGGIO. Doveva partorire il giorno successivo, così come programmato insieme al ginecologo. Anche perché i nove mesi di gravidanza era già passati da quattordici giorni. Ma quando martedì mattina si è svegliata, si è resa conto che la piccola che portava in grembo non dava più segni di vita. Una sensazione che si è trasformata in un vero e proprio verdetto quando è andata in fretta e furia all'ospedale per effettuare un monitoraggio. E a quel punto ha scoperto che il cuoricino del figlio aveva smesso di battere.

Una tragedia, quella vissuta da una partoriente viareggina sui trent'anni che stava accarezzando con mano il sogno di far venire alla luce il suo primo figlio. Un sogno spezzato a poche ore dal momento in cui si sarebbe concretizzato e che ha gettato nello sconforto sia la madre che il padre di quella bambina che non è mai venuto al mondo. Una tragedia che però lascia aperti anche degli interrogativi inquietanti. Primo fra tutti la domanda se quelle due settimane di attesa supplementare a cui è stata costretta la gestante non siano state eccessive. E, quindi, siano state una delle cause di quella morte.

Il dramma si è consumato martedì 2 dicembre. Quando la giovane donna, appena alzatasi dal letto, si è subito accorta che qualcosa non andava. Quella figlia che sentiva muoversi e scalciare di continuo, all'improvviso non dava più alcun segnale della sua presenza. E tutto questo proprio il giorno prima della data in cui era stato programmato il parto.

Comprensibilmente in ansia per quell'anomalo comportamento della bambina che fino a quel momento non aveva dato alcun motivo di preoccupazione né a lei né ai ginecologi che avevano seguito la gravidanza, la gestante è subito andata all'ospedale Versilia per cercare di capire cose stesse accadendo. Ricoverata nel reparto di ostetricia e ginecologia dove era stata il lunedì per l'ultimo tracciato prima del parto, è stata subito sottoposta ad una visita. Ma ormai non c'era più nulla da fare: il feto ormai completamente sviluppato non dava più alcun segno di vita.

Accertata la morte, è iniziata la dolorosa induzione del parto. Che è avvenuto nella notte, quando la giovane donna ha comunque dato alla luce la figlia che portava con sé. Ma non ha potuto assaporare la gioia di sentirlo piangere o abbracciarlo.

Adesso spetterà ad una autopsia disposta dallo stesso ospedale cercare di individuare le cause del decesso avvenuto nel grembo della madre. E al tempo stesso stabilire se il ritardo nella programmazione del parto possa o meno aver influito nell'esito della gravidanza. Qualunque siano le risultanze dell'esame, però, nulla potrà cancellare il dolore di una donna che stava per diventare madre e che a poche ore dal parto ha dovuto rinunciare alla sua gioia più bella.