Nati due lupi sulle Apuane, sono i primi da 100 anni

Una veduta delle Alpi Apuane

La scoperta, corredata anche da un video, è stata fatta dagli esperti del Parco grazie a ululati e foto-trappole. I cuccioli fanno parte di un branco che ormai si è stabilito nell’area protetta

SERAVEZZA. Il lupo è sempre stato il nemico, nelle favole. Ma quello che sta succedendo nel Parco delle Alpi Apuane ha un che di fiabesco, e ha proprio questo splendido animale come protagonista.

Dopo un secolo dalla sua scomparsa, il lupo è tornato stabilmente sulle Apuane e si è riprodotto. Da quest’estate, infatti, sono a spasso per queste montagne almeno due cuccioli, protetti da un nuovo branco. La buona notizia è giunta direttamente dai consulenti dell’ente Parco, che in questi mesi stanno svolgendo un monitoraggio (finanziato dalla Cassa di Risparmio di Carrara) sulla specie protetta.

Che il lupo era ricomparso sulle Apuane si sapeva già dal settembre 2011, ma solo oggi possiamo dire che si è stabilito di fatto in queste zone. «In Apuane le sue prime tracce sono state trovate nel 2008: il Comando Guardiaparco del Parco Regionale ha fin da quegli anni seguito il processo di ricolonizzazione della catena - spiega la biologa Paola Fazzi, consulente faunistico del Parco per un progetto relativo a ungulati e lupo - Per diversi anni alcuni individui hanno frequentato l'area protetta alla ricerca di un territorio adatto, le prime immagini di 2 esemplari riprese tramite foto-trappole risalgono al settembre 2011». Sarebbe arrivato spontaneamente dall’Appennino Tosco-Emiliano. E oggi si hanno le prove che quest'estate è avvenuta la prima riproduzione: «I cuccioli si sono fatti sentire - spiega Paola Fazzi - rispondendo ai richiami registrati, possiamo dire quindi che dopo oltre 100 anni il lupo ha formato un branco stabile sulle nostre montagne».

Gli operatori del Parco sono giunti a queste nuove scoperte seguendo «le loro tracce su neve - prosegue Fazzi - per ricostruirne gli spostamenti, e nel periodo estivo si cerca di verificare la presenza di cuccioli stimolandone le risposte con ululati registrati, contemporaneamente alla raccolta di escrementi che vengono analizzati geneticamente per il riconoscimento individuale». Insomma, il Parco regionale delle Alpi Apuane da oggi può vantare un branco di lupi, ma niente paura per gli escursionisti - assicurano gli esperti - perché non si è mai verificato un attacco nei confronti dell’uomo. Al massimo il pericolo è per questa specie, che è soggetta a bracconaggio. Infatti i consulenti del Parco non ci indicano il luogo esatto dove ci sono stati gli avvistamenti e gli ululati.

Al momento, insomma, si parla di due adulti e due cuccioli che si muovono su tutta l’area del Parco delle Apuane. «Il lupo si ciba di ungulati selvatici abbondantemente presenti in Apuane, come caprioli cinghiali e mufloni», spiega Paola Fazzi. Ci potranno essere ripercussioni sulle altre specie? «Visto che il branco si è appena formato - continua la biologa consulente del Parco - non ci sono ancora studi precisi con dati sulle variazioni delle prede, però valutando quello che è successo in altre zone il muflone può essere il più sensibile perché essendo originario della Sardegna non ha evoluto strategie antipredatorie a differenza di caprioli e cinghiali. Il lupo comunque non arriva mai a far esaurire le sue prede». Non si avevano tracce del lupo sulle Apuane dagli inizi del ’900. In Italia negli anni 70 è arrivato quasi alla soglia dell'estinzione poiché era considerato una specie nociva e pertanto cacciabile.