Babbo Natale e la tecnologia nell’esordio letterario di Cristina Bulgheri

Babbo Natale è nei guai. Nella sua cassetta delle lettere a pochi giorni dalla fatidica notte del 24 dicembre non ci sono letterine. E' l'inizio del libro "C@ro Babbo Natale"

VIAREGGIO. Babbo Natale è nei guai. Nella sua cassetta delle lettere a pochi giorni dalla fatidica notte del 24 dicembre non ci sono letterine. Ed è preoccupato: forse che i bambini di tutto il mondo si sono scordati di lui? Non gli vogliono più bene? Niente di tutto questo. Il problema è la tecnologia con la quale anche il caro, vecchio Babbo Natale, si troverà costretto a fare i conti. Come? Ce lo racconta la giornalista, collega del Tirreno, Cristina Bulgheri al suo esordio letterario come autrice di racconti per bambini.

Da pochi giorni in libreria il suo C@ro Babbo Natale (Felici Editore) è prima di tutto una fiaba (arricchita dalle illustrazioni di Daniela Sbrana) dove la fanno da padrone fantasia e emozione. Ma è anche un invito a riflettere sulle tradizioni, a salvare la magia del Natale fatta di biglietti e carte colorate, di sogni, attese, sorprese. Di quanto, insomma, nella vita di tutti i giorni, soprattutto nella vita dei più piccoli, è messo a repentaglio dall’immediatezza - e anche freddezza - delle nuove tecnologie.

La scrittrice racconta il mondo che cambia, che anzi è già cambiato, senza che Babbo Natale se ne sia accorto. Un mondo che rischia di essere più povero di sentimenti ma al quale proprio il grande vecchio dalla barba bianca riuscirà a dare nuova speranza. «Non si tratta di una condanna della tecnologia - spiega l’autrice - ma di una riflessione su come usarla, una raccomandazione ai bambini circondati da tanta tecnologia che deve però essere considerata uno strumento, certamente utile, e non un fine ultimo. Un bel mezzo, che avranno modo di sperimentare sempre più da adolescenti, ma appunto solo un mezzo».

Il libro ha una dedica speciale. «Ai miei tre folletti, all’elfo fedele e ai grandi gnomi a cui tutto deve» ci spiega l’autrice riferendosi ai figli, Margherita, Beatrice e Tommaso, al marito Claudio e ai genitori Nino e Anna. Del resto c’è tanta esperienza di “mamma”, oltre che di cronista attenta ai cambiamenti della società, nel racconto. «L’idea mi è venuta durante una gita scolastica con mia figlia Margherita - racconta l’autrice - la maestra chiese ai bambini cosa volevano per Natale: molti di loro avevano scritto a Babbo Natale chiedendo Nintendo, computer e I-pod. Mia figlia voleva una barbie. E per certi versi la sua richiesta era fuori dal coro». Una richiesta, per così dire, tradizionale, come del resto il modo in cui è stato scritto il libro. «Ero a passeggio sul molo - racconta Cristina - avevo con me carta e penna e ho cominciato a scrivere». Il libro è rimasto a lungo in un cassetto. Poi l’incontro con la Felici Editore e la pubblicazione.

Oggi alla libreria “La Noce a tre canti” a Pietrasanta (con inizio alle 17) la prima presentazione ufficiale con l’autrice, una giovanissima presentatrice, Francesca Savorelli, e un ospite d’eccezione, Stefano Pasquinucci.

Un secondo appuntamento con C@ro Babbo Natale è invece in programma sabato sera alle 21 alla libreria La Vela a Viareggio.

Valentina Landucci